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aprile 2017

Insalata greca: ricetta gluten free.

By | Cucina | No Comments

Questa preparazione è perfetta anche per chi è celiaco o intollerante al glutine. Pertanto la troverete anche all’interno della nostra sezione “celiachia” RICETTE GLUTEN FREE che vi suggeriamo di visitare!

Pasqua e i vari ponti per il 25 aprile e il 1°maggio stanno per finire, anche se il pensiero spesso ci riporta all’ultimo viaggio di fine estate…e dalla Grecia mi porto a casa un pezzettino della cultura alimentare così legata ai prodotti tipici di quelle isole magiche: pomodori, feta, origano e olive dagli inconfondibili profumi e dal sapore intenso…vi presento la mia insalata greca all’italiana che, con l’aggiunta di lattuga verde, rende magnificamente “tricolore” questa ricetta ricordandoci quanto gustosa resti la cucina nostrana!

Ingredienti:

150 gr lattuga 150 gr pomodorini 100 gr olive nere denocciolate 200 gr feta 4 cucchiai di olio e.v.o. origano

Procedimento:

Lava con cura l’insalata, scegliendo le foglie più interne e croccanti e disponila sul fondo di una ciotola. Lava ed aggiungi anche i pomodorini (meglio se della qualità Pachino) tagliati a metà. Ed ora un tocco di colore e sapore con l’aggiunta delle olive nere, che puoi lasciare intere o tagliare a seconda delle tue preferenze. Sbriciola con le mani il panetto di feta in modo che ricopra tutti gli altri strati. Condisci con tanto origano profumato e l’olio extravergine di oliva, poi mescola accuratamente tutti gli ingredienti e servi subito!

Buon appetito!

Allenamento funzionale Kettlebell, esercizi ed allenamento.

Allenamento funzionale: Kettlebell, esercizi ed allenamento.

By | Corsi | No Comments

Il kettlebell, chiamato anche Girya, è semplicemente una palla di ghisa con una maniglia. Come dice Pavel Tsatsouline, il più grande allenatore mondiale di kettlebell, un kettlebell è “una palla di cannone con una maniglia. È una palestra completa che si tiene in una mano.”

E’ un attrezzo antichissimo, pensate che le prime versioni rudimentali erano già presenti tra i monaci di Shaolin che le utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.
In Italia sono arrivati da poco e sono rivolti principalmente a squadre sportive, preparatori atletici e veri appassionati d’allenamento. Ma per i più sono oggetti sconosciuti, colpa molto dei media e di chi deve fare corretta informazione. E sapete il perché? Semplice, costano poco e funzionano realmente, pochi ci guadagnerebbero, quindi molto meglio vendere per miracolate pedane vibranti, elettrostimolatori, attrezzi del momento ecc. ecc.
Il kettlebell risulta uno strumento d’allenamento ideale per chi desidera essere

  • più forte,
  • più esplosivo,
  • più resistente,
  • apparire più tonico
  • perdere quel chili di troppo.

Tutti possono usufruire delle potenzialità dei kettlebell.
Allenarsi con i Girya è estremamente faticoso ma i risultati che ne deriveranno sono fantastici e incredibili. Ideali per chi ha poco tempo per andare in palestra e per chi desidera allenarsi nella tranquillità di casa propria o nel parco sotto casa. Basta comprare due kettlebell del peso adatto e si può da subito iniziare ad allenarsi.
I pesi consigliati sono:

  • 12kg per individui fuori forma,
  • 16kg per individui in forma,
  • 24kg per individui molto allenati.

Con questi attrezzi potrete fare un’infinità di esercizi realmente utili a migliorare la vostra forma ed a innalzare la vostra performance.
Basta scrivere kettlebell sui siti di video per rendersi conto come in tutto il mondo questo allenamento va alla grande, e come migliaia di utenti si filmino per mostrare a tutti i risultati raggiunti con questi meravigliosi strumenti d’allenamento.
Attenzione i kettlebell, a differenza di molte attività proposte oggi nella maggior parte delle palestre italiane, sono attrezzi formidabili, decantati da molti Strength Coach d’oltreoceano, ma bisogna imparare ad utilizzarli nel modo giusto per far sì che producano i miglioramenti desiderati.

CROSTATA-DI-LIMONE-

Il limone? Ottimo disintossicante!

By | Cucina | No Comments

Questo frutto in realtà è originario dell’Asia ma fu importato dagli arabi nel bacino mediterraneo già quasi mille anni fa. Oggi l’Italia occupa il primo posto nella produzione mondiale di questo agrume.

Il limone ha proprietà depurative e disintossicanti e l’assunzione del succo di mezzo limone al mattino a digiuno ha effetti riequilibranti per l’intestino. Alcune componenti del limone inoltre, facilitano la formazione di carbonato di potassio, dall’effetto alcalinizzante e utile contro l’acidità gastrica. La buccia di un limone bollita per 10 minuti in acqua è un buon rimedio anche contro la nausea, meteorismo e mal di stomaco.

L’alto contenuto di vitamina C (100 gr di frutto fresco ne contengono quasi 50 mg) conferisce al limone proprietà antiossidanti, svolgendo un’importante azione contro i radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare e di malattie degenerative

CROSTATA AL LIMONE:

Ingredienti per una teglia rotonda da 22cm:

300gr.di farina di grano saraceno,150 gr. burro, 2 uova bio intere, 90gr di zucchero di canna, 1cucchiaino di bicarbonato, scorza di limone.

Per la Crema:

400cl di latte di avena, 40gr di amido di mais, 50gr di zucchero di canna, scorza di un limone intero non trattato, una bustina di zafferano, 1 limone intero non trattato per guarnire.

Procedimento:

Per prima cosa accendete il forno a 180°. Coprite una teglia rotonda con carta forno bagnata. In una terrina mettete la farina con il bicarbonato, lo zucchero e la scorza grattugiata di limone. Mescolate bene e aggiungete le due uova intere. Mescolate con una forchetta. Sciogliete il burro e aggiungetelo all’impasto sempre mescolando. Iniziate a lavorare con la forchetta e poi con le mani, la pasta dovrà avere la consistenza di una frolla.

Fate una palla e adagiatela sulla teglia, schiacciate bene con le mani e stendetela bene, lasciando i bordi più alti.

Bucherellate con una forchetta in modo che l’impasto non si alzi durante la cottura e infornate. Fate cuocere per circa 20 minuti, controllando bene che non si bruci la superficie. Sfornate e mettete a raffreddare sulla finestra.

Intanto preparate la crema: in un pentolino antiaderente mettete l’amido di mais con la scorza del limone grattugiata. Aggiungete il latte pian piano mescolando con una frusta a mano. Mettete sul fuoco a fiamma media e appena prende calore aggiungete lo zucchero. Fate cuocere per pochi minuti e aggiungete lo zafferano in modo che la crema prenda colore. Appena si rapprende toglietela dal fuoco e copritela con carta pellicola ben aderente alla superficie della crema stessa. Fate raffreddare per circa 15 minuti. Togliete la base di pasta dalla teglia e appoggiatela su un piatto. Spalmateci sopra la crema e guarnite con fette di limone fresco con la buccia.

Allenamento funzionale: filosofia o fitness?

By | Corsi | No Comments

Si può affermare che il Functional Training (allenamento funzionale) è fisiologia!
Consiste semplicemente nel somministrare al corpo stressors che vadano ad incrementare i diversi parametri fisiologici, non colpendo il sistema da un unico “lato”, ma facendo arrivare orde di stimoli a cascata.

Quindi, in tale contesto, ben vengano metodi che usino principi propri del

  • Body Building,
  • Weightlifting,
  • kettlebell,
  • atletica, ecc…

lo stimolo in tal senso deve essere teso ad aumentare tutti i parametri da un punto di vista estetico, salutistico e funzionale.

A chi non è mai capitato di vedere mostri di ipertrofia che non riuscivano neanche a fare una trazione alla sbarra?
Nuotatori che avevano un massimale di squat equivalente al peso di un litro d’acqua?
A Runners che avevano la stessa coordinazione di un atleta della forchetta?
O di qualche persona dedita ai sovraccarichi che non riusciva neanche a piegarsi in avanti per toccare con i palmi delle mani le proprie tibie?

Quindi l’allenamento funzionale è una moda od una necessità?

La risposta potrebbe essere già scontata nell’affermare che l’allenamento funzionale è fisiologia, ovvero che tende allo sviluppo di tutti quei parametri capaci di rendere pronto, da un punto di vista muscolare, coordinativo ecc… tutto il sistema ad ogni tipo di lavoro proposto.
Per cui, tale metodo dovrebbe essere visto e spulciato in tutte le sue accezioni, scopi ed obiettivi.

Quali obiettivi

DIVERSIFICAZIONE DEGLI STIMOLI ALLENANTI.
L’intento è quello di creare una macchina capace di adeguarsi ad ogni situazione, dal poter sollevare un carico massimale, allo spostarsi velocemente, al saltare più in alto possibile, ma anche a fare una spaccata frontale.

PER IL RECUPERO MENTALE E FISICO.
Si pensi ad un atleta specialista di lancio del giavellotto, getto del peso, o a un corridore.
Tali soggetti passano la maggior parte dei loro allenamenti ripetendo sempre lo stesso gesto, con le dovute differenze in base al periodo agonistico e alle scelte dell’allenatore.

Si può immaginare quale stress possa essere per la mente ripetere una sequenza motoria fino all’esasperazione – certo per raggiungere la maestria sportiva è essenziale – ma senza dubbio bisogna ammettere che per quanta passione si possa avere, per quanta carica agonistica si abbia a disposizione, la noia può cominciare a fare capolino.

Si pensi anche allo stress imposto alle strutture deputate all’esecuzione e stabilizzazione del movimento (muscoli, tendini, capsule articolari, cartilagine, legamenti ecc…), nel ripetere sempre gli stessi angoli di lavoro, gli stessi carichi (quasi sempre), la stessa applicazione della forza.
Tutto ciò significa ripetitività, il che vuol dire essere esposti ad usura, quindi ad infortunio.

PER UN MAGGIORE STIMOLO COORDINATIVO.
Maggiore è il vissuto motorio della persona o atleta che sia, maggiore sarà il rendimento, sia davanti ad un compito motorio già acquisito, quindi strutturato a livello coordinativo, sia al presentarsi di una situazione nuova.
Inoltre, i veri incrementi prestazionali quando si lavora con attrezzi o semplicemente con qualunque gesto che faccia parte di un allenamento in generale – sia quando si parli di ipertrofia, delle diverse componenti della forza, che delle diverse componenti della resistenza – può avvenire in modo efficace quando il sistema nervoso ha già assimilato il movimento, quando ha già eliminato le componenti superflue e di adattamento al compito.

ALTRE ESIGENZE FISIOLOGICHE.
Qui di esempi se ne possono fare a bizzeffe, cominciamo con la tanto agognata massa muscolare, meta ambita dalla maggior parte degli utenti delle sale attrezzi. L’ipertrofia è nient’altro che l’aumento delle proteine contrattili, del sistema connettivale, della rete capillare e dei depositi energetici a livello del muscolo, a cui partecipa, da quanto si è mostrato recentemente anche dall’aumento delle fibre muscolari stesse, l’iperplasia.

A parte questa eccessiva semplificazione, la massa muscolare può avere finalità puramente estetiche, parliamo allora dell’ipertrofia estetica, od essere necessaria per svolgere una data attività, in tal caso detta ipertrofia funzionale. La prima utilizza i metodi propri del Body Building e va alla ricerca del volume e della proporzione tra i diversi distretti del corpo. L’ipertrofia funzionale, invece, è specifica per ogni sport, per ogni tipo di attività, e si adegua quindi alle richieste specifiche e tende ad un optimum peculiare per ogni attività sportiva.

Ora, l’aumento della massa muscolare, momento cardine per ogni preparazione fisica che si rispetti, sia che si tratti poi di estetica o funzionale, può accompagnarsi ad alcuni problemi, come ad esempio degli squilibri tra i diversi muscoli, esacerbazione di alcuni paramorfismi ed alterazioni posturali.
Ancora, il lavoro con i sovraccarichi, come si conosce ormai benissimo, durante le contrazioni muscolari limita e a volte impedisce in alcune fasi la circolazione sanguigna, è risaputo che una contrazione già del 20% di 1RM inizia a creare problemi al circolo arterioso in un determinato distretto, e al 50% di 1RM vi è completa occlusione dei vasi.

Ancora, la cintura da sollevamento peso e la manovra di Valsalva, espedienti utilizzati in qualsiasi lavoro con i pesi di una certa rilevanza, esplicano la loro funzione attraverso l’aumento della IAP (intra abdominal pressure) che si stima intorno ai 0-3 mmHg, e si instaura in un limite fisiologico entro i 10 mmHg, con le dovute differenze dovute alla sede di misurazione, posizione del paziente, fase respiratoria, ec…può essere aumentata dalla tosse, dal vomito, starnuti, defecazione, dalla manovra di Valsalva prima citata e dall’attività fisica, durante la quale può arrivare a picchi di anche 100 mmHg.
Alcune attività, quindi, possono portare ad alzare la pressione sanguigna, intratoracia, intraddominale ecc… portare a diminuzione, certo brevissima, del reflusso di sangue al cuore; con la possibilità inoltre di poter così aumentare problemi nel caso vi siano emorroidi, ernie iatali, ecc… diversificare lo stimolo in tutti questi casi, adeguando tempi di recupero, stimoli che tendano a rafforzare i vari sistemi, potrebbe essere utile in un quadro di prevenzione e mantenimento di tutti questi parametri sotto il giusto controllo.

 

rimedi-per-combattere-lo-stress-di-tutti-i-giorni

Sei stressato? Semplici rimedi per evitare di cadere nel tunnel!

By | Salute | No Comments

Lo stress quando è eccessivo diventa un pericolo potenziale per la nostra salute.
 Premesso che ogni volta che usciamo dalla nostra zona di confort subiamo una forma di stress,in questo caso positivo rappresentato dall’adattamento,dobbiamo distinguere e riconoscere quando invece lo stress diventa nocivo e come possiamo combatterlo.

Il nostro organismo è naturalmente dotato di un sistema ormonale in grado di reagire di fronte alle forme più acute di stress, esistono infatti ormoni come il cortisolo detti anche ormoni stressanti che il nostro organismo produce ogni volta che si trova in difficoltà per far fronte all’emergenza.

Possono essere diverse le ragioni per cui produciamo cortisolo, una delle più frequenti è la mancanza di cibo per molte ore.

Il nostro organismo legge questa mancanza di cibo come un pericolo per la nostra sopravvivenza e attiva questo ormone per ordinare una sorta di auto cannibalismo mangiando una parte delle nostre cellule per produrre energia.

Anche un allenamento fisico o mentale eccessivo può portare se protratto ad una eccessiva produzione di cortisolo come anche il mancato rispetto della giusta alternanza tra lavoro e riposo.

Il risultato di questa situazione è detto catabolismo (distruzione dei tessuti) e genera nervosismo e senso di irritazione nella persona, provocando  disturbi del sonno del comportamento e un peggioramento delle capacità sia fisiche che mentali.

Oggi moltissime persone vivono in un modo costante questa situazione.

Per non creare queste pericolose condizioni organiche sono sufficienti alcune misure preventive o correttive al bisogno, vediamo le principali:

Mantenere costanti i livelli di glicemia nel sangue, facendo pasti più piccoli ,privilegiando alimenti a basso indice glicemico, e mantenendosi ben idratati.

Limitare i cibi ad alto indice glicemico che aumenterebbero troppo velocemente il livello di zuccheri nel sangue ( paste, dolci, caramelle, zucchero bianco..) e non superare i 2/3 caffè al giorno, mangiare molto al mattino abbastanza a pranzo e poco a cena, se si svolge un’attività fisica quotidiana si possono aggiungere spuntini a metà mattinata e pomeriggio.

Mangiare almeno il 50% di cibo crudo e abbondare in verdure cotte e crude , frutta di stagione e legumi.

Evitare un eccesso di proteine animali.

Dormire almeno 7 ore al giorno e possibilmente prima delle 23.

Passare almeno un’ora al giorno all’aria aperta e dedicare uno spazio giornaliero al movimento di tipo aerobico (più efficace per questa esigenza) e alla condivisione, respirare profondamente e ricordarsi che due gesti semplici come abbracciare e accarezzare sono  in grado di produrre ormoni ( ossitocina e dopamina) in grado di contrastare efficacemente il cortisolo, anche la meditazione e dedicare tempo alla propria spiritualità si sono rivelati metodi efficaci per contrastare l’eccesso di stress.

Infine dedicare uno spazio alle attività da noi ritenute piacevoli e divertenti ottiene gli stessi effetti benefici.

alimentazione-alla-base-della-dieta-sportiva

Fai sport? Ti consigliamo la giusta alimentazione.

By | Cucina | No Comments

Il concetto è molto semplice alimentazione e sport devo viaggiare su due binari paralleli.
Non esistono alimenti che possono far vincere una gara, ma esistono molti alimenti che possono farla perdere
.

Partendo da questo assunto è necessario crearsi una consapevolezza alimentare, e prendere confidenza con pochi concetti generali che è utile conoscere per impostare una corretta alimentazione, in relazione agli sforzi fisici da sostenere.

Dobbiamo innanzitutto ricordare che tutto ciò che introduciamo nel nostro organismo, deve servire contemporaneamente:

  • come benzina (le calorie),
  • come protezione (vitamine, minerali, fibre, antiossidanti),
  • per la regolazione termica (l’acqua delle bevande e quella contenuta nei cibi),
  • per la continua manutenzione dei pezzi usurati (le proteine con i loro aminoacidi essenziali che permettono il continuo rinnovamento dei tessuti).

I giornali e la televisione parlano spesso di diete e di alimentazione, se ne parla molto anche  in ambiente sportivo ma, per un motivo o per un altro, non tutti hanno le idee chiare e spesso si tramandano vecchie nozioni popolari non condivise dalla scienza moderna.
Il motore umano ha bisogno di una miscela di macronutrienti (carboidrati, proteine, grassi) con dei rapporti percentuali preferenziali per funzionare al meglio.
Allora, precisiamo subito quale debba essere la miscela più opportuna per qualsiasi essere umano (sedentario o sportivo non fa poi molta differenza, se non per la minore o maggiore quantità di miscela, mentre la sua composizione percentuale è simile).

Almeno il 50-60% delle calorie che occorrono a ciascuno di noi deve provenire dal gruppo dei carboidrati, non più del 30% dal gruppo dei grassi ed il restante 10-20% dal gruppo delle proteine.

Dato che il motore umano è molto complesso, necessita anche elementi “protettivi” (vitamine, minerali, ecc.).

Uno degli effetti dell’allenamento è l’aumento del tessuto muscolare; ma se aumenta la quantità di tessuto muscolare, aumenta il metabolismo.
I muscoli degli atleti consumano una miscela di carboidrati e lipidi  che varia in percentuale a seconda degli allenamenti effettuati e dell’intensità dell’esercizio fisico: all’inizio dell’esercizio vengono consumati carboidrati, nell’esercizio prettamente aerobico i muscoli utilizzano soprattutto i grassi, mentre con il crescere dell’intensità del lavoro viene consumata una miscela sempre più ricca di carboidrati.

Dove trovare i carboidrati? nel prossimo post

Allenamento Propriocettivo

Vuoi ottenere un ottimale controllo della postura?

By | Corsi | No Comments

L’allenamento propriocettivo è un pratica basata sulla stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità. L’allenamento propriocettivo è composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità, allo scopo di valutare e migliorare l’utilizzazione dei segnali propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del corpo, in particolare dagli arti inferiori.
Obiettivo primario dell’allenamento propriocettivo è quello di rieducare i riflessi propriocettivi, al fine di ottenere nuovamente un ottimale controllo della postura e delle articolazioni interessate.
L’allenamento propriocettivo risulta di fondamentale importanza per ottenere un recupero completo dopo un trauma (per ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali informativi interrotti dall’infortunio); nella prevenzione degli infortuni (per avere un più rapido controllo della muscolatura durante le azioni di gioco e per favorire la sollecitazione di gruppi muscolari interi evitando le contrazioni isolate); nell’allenamento sportivo (per avere un gran senso dell’equilibrio ed un controllo assoluto del gesto tecnico).

L’allenamento propriocettivo dev’essere svolto da tutti gli atleti che praticano un’attività sportiva caratterizzata da un gran numero di salti e cambi di direzione, dove la percentuale di traumi distorsivi a caviglia e ginocchia è elevata, e dove la stanchezza fisica compare in maniera rilevante

  • calcio
  • basket
  • tennis
  • pallavolo
  • rugby
  • pallamano

L’allenamento propriocettivo dev’essere impostato su situazioni che inducono l’atleta a perdere l’equilibrio, quindi ad attivare la muscolatura velocemente e correttamente per recuperarlo nel minor tempo possibile. Il miglioramento dell’equilibrio avviene attraverso il mantenimento della posizione unito alla capacità di correggere velocemente gli sbilanciamenti.
Per raggiungere l’obiettivo di una corretta stimolazione dei riflessi propriocettivi è necessario che l’atleta sia coinvolto, motivato e che diventi protagonista del proprio miglioramento.
La tecnica d’allenamento si basa su sollecitazioni controllate ed applicate alle articolazioni, utilizzando sia esercizi in scarico che in carico naturale, in appoggio sul terreno o su

  • piani oscillanti di varia difficoltà
  • tavolette
  • bouncer
  • skymmi
  • bosu
  • trampolini
  • molte altre.

Tutte le esercitazioni propriocettive devono essere proposte evitando di indossare le scarpe, in modo da non distogliere le sensazioni propriocettive dalla calzatura. Per intensificare ulteriormente l’allenamento è possibile eseguire gli esercizi ad occhi chiusi, in quanto l’equilibrio è controllato anche dagli esterocettori (vista ed apparato vestibolare), che ricevono le informazioni dal mondo esterno e che assieme ai propriocettori, danno le informazioni esatte sulla posizione del proprio corpo.

Gli esercizi ad occhi chiusi sono utilizzati per disturbare i sistemi d’informazione dell’equilibrio, e costringono l’atleta ad essere più sensibile agli altri canali d’informazione rimasti operanti. Infine, per rendere ancor più difficile l’allenamento propriocettivo è possibile creare dei percorsi con molte tavolette, pedane e terreni instabili, dove si potrà camminare, correre, balzare ed eseguire gesti tecnici relativi alla propria disciplina sportiva.

le-buone-abitudini-alimentari-in-famiglia

Le sane abitudini? I bambini ci osservano.

By | Salute | No Comments

Torniamo a parlare di sane abitudini e di quanto esse siano legate a quelle strettamente famigliari.

Scopriremo nel prezioso contributo delle nostre esperte di psicologia (prof. Claudia Mazzeschi e dott.ssa Sinesi) quanto la salute dei nostri bambini sia all’interno dei tempi scanditi dalla famiglia in fatto di: 

  • sonno;
  • screen time (tempo passato davanti allo schermo di tv o tablet o videogiochi);
  • tv in camera.

la riflessione che riportiamo focalizza di nuovo l’attenzione sul fatto che siamo noi genitori a scegliere cosa mettere in tavola, quando (e come) mettere a letto i bambini, come allestire la loro cameretta etc…

Sane abitudini di sonno per prevenire l’obesità infantile: un affare di famiglia.

L’obesità infantile, negli ultimi anni sempre più di frequente, viene considerata in una prospettiva che vede l’implicazione del ruolo dei genitori, piuttosto che del solo bambino, in quanto i genitori sono i mediatori dei comportamenti del proprio figlio, potenzialmente funzionali e disfunzionali per la sua salute.

Questa prospettiva ha, quindi, aperto la strada ad interventi atti a contrastare l’obesità infantile, basati sulla famiglia (family based treatment); tali interventi si sono mostrati essere i più efficaci e duraturi nel tempo, proprio in virtù del ruolo che i genitori hanno sia nel riconoscere il problema-obesità che nell’essere facilitatori di stili alimentari e di vita sani e, più diffusamente, dello stato di benessere psicologico dei bambini e della famiglia in generale.

I ricercatori del Family Resiliency Center dell’Università dell’Illinois, centro statunitense guidato dalla Prof.ssa Fiese che si occupa di diffondere la conoscenza e le pratiche che rafforzano la capacità delle famiglie di promuovere la sana crescita dei propri figli, si sono concentrati sulle routine familiari, che rappresentano potenziali fattori di rischio per l’obesità infantile.

Da questi studi è emerso che i genitori che lavorano fino a tardi, spesso, per poter trascorrere del tempo insieme ai loro figli ne posticipano la messa a letto, non consentendo loro, quindi, di dormire un numero di ore sufficienti (almeno 10 ore per notte). Inoltre, gli studi hanno messo in luce quanto sia fondamentale spegnere la televisione e tutti i dispositivi elettronici almeno 30 minuti prima di andare a dormire, per potersi dedicare ad attività rilassanti, come un bagno o la lettura di una fiaba. Sarebbe opportuno che anche i genitori, dopo aver messo a letto i bambini, seguissero le medesime indicazioni.

Gli stessi ricercatori del Family Resiliency Center dell’ Università dell’Illinois hanno condotto, di recente, lo studio “Parent routines, child routines, and family demographics associated with obesity in parents and preschool-aged children” con l’obiettivo di analizzare contestualmente le routine protettive di 337 bambini in età prescolare e del genitore primariamente coinvolto nella cura del figlio. I ricercatori hanno scelto di focalizzarsi sulle routine che agiscono da fattori di protezione nel diminuire la prevalenza dell’obesità, piuttosto che sui fattori di rischio che ne aumentano la prevalenza.

In particolare, le due routine protettive dei genitori valutate dallo studio, erano rappresentate dalla quantità adeguata di sonno (almeno 7 ore per notte) e dalle routine legate al pasto della famiglia. Per quanto riguarda i figli, le quattro routine protettive erano rappresentate dalla quantità adeguata di sonno (almeno 10 ore per notte), dalle ruotine legate al pasto della famiglia, dalla limitata quantità di tempo trascorso davanti ad uno schermo (meno di 2 ore al giorno) e dall’assenza della televisione nella loro camera.

Secondo lo studio, i bambini che non dormono a sufficienza presenterebbero un maggior rischio di essere in sovrappeso rispetto a quelli impegnati regolarmente in almeno tre delle routine protettive.

Lo studio ha evidenziato la correlazione tra il numero di ore di sonno del genitore e le ore di sonno del figlio. Un sonno migliore del genitore è, dunque, legato ad un sonno migliore del bambino che è, a sua volta, legato alla diminuzione del rischio connesso all’obesità infantile. E’ fondamentale, quindi, che i genitori siano coinvolti negli interventi che promuovono cambiamenti negli stili di vita, soprattutto nella fase prescolare, in quanto essi sono i principali regolatori dei comportamenti dei loro figli.

FONTE:http://www.eurobis.it

Un asparago al giorno toglie il calcolo di torno!

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Al primo posto nella lista della spesa di Aprile troviamo l’asparago, ricchissimo di fibre, calcio, fosforo, magnesio e potassio. Abbondando nel suo contenuto di Vitamine A, B6 e C  è invece poverissimo di grassi.

“L’asparago migliora l’eliminazione dell’acido urico e quindi un funzionamento migliore dei tuoi reni”

Conosci i tuoi reni?
Le funzioni del rene sono essenzialmente due: la regolazione della concentrazione di acqua e soluti e l’eliminazione di sostanze inutili o dannose (farmaci e prodotti finali del metabolismo come urea, acido urico ed eccesso di ioni H+); la più importante è senz’altro la prima, dal momento che l’alterazione del volume sanguigno o dei livelli ionici può determinare gravi patologie prima ancora che l’accumulo di scorie metaboliche produca i suoi effetti.

Frittata di primavera si serve in genere come secondo piatto, servita assieme a insalatina mista di stagione, ma può essere anche un antipasto, tagliata a piccole fettine o a cubettoni.

Ingredienti di primavera 2 persone:

  • un mazzetto di asparagi,
  • 1 carota,
  • 2 cipollotti
  • 1 carciofo
  • mezzo limone
  • 1 cucchiaio di birra bionda
  • 100 ml di brodo vegetale
  • 4 uova
  • 20 gr. di parmigiano reggiano
  • olio e.v.o, sale e pepe

Preparazione

Lavare accuratamente gli asparagi sotto acqua corrente e raschiarli con un coltello non troppo affilato facendo molta attenzione a non toccare le punte, fragili e delicate. Affettare la parte verde fino a dove il gambo è tenero. Lavare la carota, raschiarne la superficie se rovinata, affettarla. Lavare i cipollotti, rimuovere le radichette ed affettare sottilmente la parte bianca.

Lavare il carciofo, togliere le foglie dure più esterne fino ad ottenere il cuore, ridurlo a spicchietti e metterli in acqua acidulata con mezzo limone. Scaldare il brodo. In una padella far rosolare il cipollotto nell’olio. Quando è ben dorato aggiungere le verdure e lasciar cuocere per un paio di minuti a fiamma vivace. Salare, pepare, aggiungere un mestolo di brodo e cuocere coperto per 10-12 minuti circa a fiamma media, girando di frequente e scoperchiando negli ultimi minuti.

Se il fondo di cottura dovesse asciugarsi troppo aggiungere altro brodo. Rompere le uova in una ciotola. Unire la birra, il Parmigiano grattugiato, un pizzico di sale, una macinata di pepe e sbattere con una forchetta. Terminata la cottura delle verdure versare le uova. Mescolare appena per amalgamare le uova alle vedrure.

Lasciar cuocere la frittata a fuoco dolce coperta per una decina di minuti dal primo lato, controllandone il fondo con una paletta. Quando avrà assunto un bel colore dorato girarla e cuocerla anche dal secondo lato. Servire, a piacere, calda, tiepida o fredda.

 

 

Alla scoperta della flora intestinale!

By | Eventi | No Comments

Lunedì 10 aprile ore 20.45, ingresso libero, presso Olympia’s Center

Quando si parla del meccanismo di difesa che l’organismo ha contro le malattie e i batteri patogeni, subito pensiamo al sistema immunitario. L’80% del sistema immunitario si trova nel colon e il suo funzionamento è fortemente influenzato dallo stato della flora intestinale. Per la salvaguardia della nostra salute quindi dobbiamo porci questa domanda: checos’è la flora intestinale?

Ma cos’è la flora intestinale?
Il dott. Luciano Lozio, della farmacia Bonin, ci spiegherà il suo funzionamento, come proteggerlo e quali sono i vantaggi per l’attività fisica di avere la flora intestinale in ordine.

Ma chi è Luciano Lozio e perchè è importante partecipare all’incontro.

Luciano Lozio, Farmacologo. Direttore del Centro studi di Farmacologia e Biofisica della Nutrizione. Consulente e ricercatore per diverse università. Formatore di corsi ECM per professionisti dell’ambito medico-sanitario, nel settore della probiotica e del sistema immunitario. Co-autore di “Disbiosi e immunità” e autore del “Microbiota intestinale” edita da Tecniche Nuove.

Per informazioni:

Olympia’s Center
tel +39.0434.733011
E-mail: Info@olympiascenter.com

FarmaciaBonin.it
tel +39.0434.778675
E-mail: info@farmaciabonin.it