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aprile 2019

L’esercizio fisico aiuta a sviluppare e a mantenere le funzionalità cerebrali

By | Salute | No Comments

Si moltiplicano le evidenze scientifiche che affermano che praticare attività fisica aiuta l’essere umano, non solo ad essere più sano ed efficiente, ma anche ad aiutare lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni cerebrali.

PER I GIOVANI
Importanti studi di numerose università di prestigio hanno messo in relazione la pratica di diverse forme di attività fisica in età giovanile con l’insorgenza da adulti di patologie croniche e neuro degenerative.
Tutti gli studi confermano l’importanza e lo stretto collegamento tra la pratica di esercizio e la diminuita possibilità di ammalarsi da grandi.

PER GLI ANZIANI
L’esercizio anche in età avanzata continua ad esercitare sul cervello umano un’azione diretta per il mantenimento della sua plasticità, una vera e propria simbiosi!
Quindi non solo sviluppo ma anche mantenimento della funzionalità cerebrale.

Questi studi delle neuro scienze e neuro fisiologia in continua evoluzione sembrano confermare sempre più la teoria che tutto é correlato a tutto.

La parte immateriale – spirituale della nostra vita esercita un’azione molto forte sulla fisiologia e biologia e viceversa.

La sedentarietà per questo motivo dovrebbe essere affrontata con maggiore attenzione, sopratutto nei bambini e negli anziani che per motivi opposti hanno la massima necessità di essere riattivati.

17 Aprile – LA SALUTE PASSA (SOPRATTUTTO) DALL’INTESTINO

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Mercoledì 17 Aprile 2019 a Villa Frova è in programma una serata dedicata al benessere, dal titolo:

LA SALUTE PASSA (SOPRATTUTTO) DALL’INTESTINO

ORE 20:45 – Sala Convegni
Villa Frova – Piazza San Marco, Stevenà Di Caneva
www.officinavillafrova.incaneva.it

 

Presentazione del Relatore
Dott. Luciano Lozio – Farmacista, farmacologo da molti anni impegnato nello studio dei batteri probiotici. Può essere considerato uno dei padri fondatori della farmacologia probiotica. Collabora con più Università italiane ed estere in lavori di validazione dell’uso di vari ceppi di probiotici.
Autore di libri di divulgazione scientifica sull’argomento co-autore di “Disbiosi e Immunità” (2005 – Tecniche Nuove) e autore di “Microbiota Intestinale” (2011 – Tecniche Nuove) e “I Probiotici – Principi e uso nella pratica medica – oltre a pubblicazioni scientifiche sull’impiego dei probiotici” (2017 – Casagrande editore).

Evento promosso dal Comune di Caneva
In collaborazione con Farmacia Bonin e Olympia’s Center

Le cattive abitudini ci intossicano lentamente

By | Salute | No Comments

L’abitudine è un grande vantaggio che abbiamo ricevuto per risparmiare energia e pensiero.
Ma proprio in virtù di questo le abitudini sono anche un potenziale pericolo.

Ripetere un’azione senza pensiero ci porta infatti a perdere di vista se quello che stiamo facendo nel lungo periodo è utile o dannoso alla nostra vita.

Il lato più pericoloso della maggior parte delle cattive abitudini è che non hanno effetti acuti, sono veleni a lenta cessione, ci intossicano lentamente in modo quasi impercettibile e quando i sintomi si manifestano spesso è troppo tardi, per questo motivo sono veramente subdole.
Nel caso delle abitudini alimentari e fisiologiche ad esempio servono alcuni anni prima di intravedere i segnali di disfunzionalità, cioè una perdita di efficienza dei sistemi:

  • Pensiamo al cuore nato per portare ossigeno ai tessuti a cui servono anni di sedentarietà per iniziare perdere la sua efficienza.
  • Oppure all’intestino che sopporta l’ingresso di sostanze sconosciute o modificate reagendo come natura vuole con l’infiammazione per difendersi e che, dopo qualche anno di continue infiammazioni, manifesta il suo disagio attraverso coliti, diverticoli, allergie e altro.
  • L’esempio più eclatante di cattive abitudini ormai consolidate è quello di consumare bevande e cibi ad altissimo contenuto di zuccheri aggiunti.
    Questa pessima abitudine unita all’abbandono dell’attività fisica ha generato un incremento del diabete tipo 2 del 400% in 35 anni, ma anche in questo caso non c’è nelle persone la percezione di questo disastro, in fondo non si sente male a bere un bicchiere di cola o aranciata …è la ripetizione a combinare il disastro.

Tenere monitorate le abitudini e tornare più consapevoli sarà nel futuro una delle cose più importanti da fare per conoscere la nostra salute futura e anche per evitare dissesti socio economici di cui si intravedono purtroppo segnali evidenti.