Un bellissimo studio realizzato nel 2014 delle Università Bocconi e Bicocca di Milano dimostra che la sedentarietà, oltre ad essere la principale responsabile delle patologie croniche, è anche associata ad ulteriori cattive abitudini come il fumare, abusare di cibo e alcol, avere minore fiducia negli altri e una peggiore vita sociale.
Questo studio, con il supporto di dati statistici, fornisce inoltre una spiegazione sul perché le persone attive fisicamente e con atteggiamento responsabile verso la salute si rivelano collaboratori più produttivi e meno inclini al conflitto.

Le persone fisicamente attive hanno infatti bassi livelli di conflittualità e livelli di fiducia e propensione a lavorare in team molto superiori rispetto ai sedentari.

Tutto questo contribuisce a creare un clima aziendale migliore, motivante e soprattutto collaborativo e proattivo: le condizioni ideali per la crescita e il profitto.

Tutte le aziende che hanno investito nel cambiamento delle abitudini dei propri dipendenti e manager hanno ottenuto risultati dal punto di vista economico molto molto interessanti.

Già nel 2012 al World Economic Forum di Davos era emerso che ogni euro investito sulla salute dei dipendenti avrebbe generato un ROI da 4 a 8 volte superiore.

Un miglioramento delle abitudini generali, quindi anche psicologiche e alimentari, porterebbe un ulteriore miglioramento della produttività aziendale oltre a creare le migliori condizioni “ambientali” affinché la forza lavoro risulti fidelizzata all’azienda.

Attuare strategie di diffusione della cultura della salute in azienda risulta quindi più che opportuno anche dal punto di vista economico.