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6 buoni motivi per allenarsi con il sacco da boxe.

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Il sacco pesante è costituito da una guaina in pelle o vinile, avente un peso complessivo oscillante tra i 40 ed i 100 Kg, viene usato principalmente dai pugili, per l’allenamento della potenza nonchè precisione delle tecniche di boxe. Chiunque abbia usato un sacco da boxe, sa che colpire questo attrezzo è fisicamente molto impegnativo ed è una vera prova di forza e resistenza.

Pur essendo un attrezzo molto semplice, offre molti vantaggi per l’allenamento di uno sportivo (non necessariamente pugile):

  • Che si tratti di un allenamento di tutto il corpo
  • Di migliorare le capacità di auto-difesa
  • Per ottenere un corpo muscoloso e definito

il sacco pesante è una preziosa arma della propria palestra casalinga e/o commerciale.

  1. Come si usa il sacco pesante?
  2. Quali sono i suoi vantaggi?
  3. Perché potrebbe essere un’utile aggiunta al vostro programma di allenamento?

1- MIGLIORA LA CAPACITÀ AEROBICA

L’Allenamento al sacco pesante con la giusta intensità, mette a dura prova l’intero sistema cardiorespiratorio. Il semplice atto di muoversi intorno alla postazione del sacco, mentre si cambia la posizione del corpo per colpire, equivale ad un eccellente lavoro aerobico nel quale si utilizza ossigeno. Sferrare le varie combinazioni di pugni aggiungerà una dimensione anaerobica al gesto che si aggiungerà alla componente aerobica. I Professionisti di solito si allenano con round da 3 minuti, arrivando anche a 5′.

Il minutaggio da effettuarsi al sacco deve però essere ponderato: Se usciste per la prima volta con la nuova bicicletta da corsa fareste subito la salita del Mortirolo? Stessa cosa vale per il sacco pesante, iniziate con round da 2 minuti dove cercherete di fare un buon Foot Work attorno al sacco sferrando qualche pugno con una buona tecnica di tanto in tanto senza affondare.

2- MIGLIORA LA POTENZA

Il sacco pesante è stato progettato effettivamente per i pugili per migliorare la loro potenza di perforazione dei colpi. Il Sacco permette all’atleta di scaricare con tutta la potenza, unita alla tecnica, colpi micidiali nella fase di allenamento. Non è possibile effettuare solo sparring e poi perchè colpire con violenza un compagno, per allenare la potenza, quando questa la si può allenare al sacco pesante? Lo sparring serve per simulare l’incontro.

I Principali muscoli che lavorano al sacco sono:

  • spalle
  • braccia
  • schiena
  • petto
  • Core
  • Gambe, le quali sono utilizzate anche nel processo di spinta del colpo, per generare l’energia necessaria per sferrare un colpo a tutta potenza corpo.

I Pugni diretti, come ad esempio il Cross ed il jab, contribuiranno a sviluppare la potenza attraverso le spalle ed il petto, mentre i montanti ed i ganci utilizzeranno maggiormente la schiena e le braccia.

3-MIGLIORA LA COORDINAZIONE, STABILITÀ e RAFFORZA IL CORE

Girare attorno al sacco pesante tirando le varie combinazioni di pugni aiuta l’atleta a migliorare la propria coordinazione. Mantenere i piedi in un certo modo, trasferire il peso da un piede all’altro, tirare un pugno specifico, contribuirà a sviluppare la stabilità di base, e, di conseguenza, il coordinamento generale del corpo. Questa qualità necessita di tempo ed i Boxers, con un elevato grado di esperienza sul sacco pesante, tendono a mostrare un’ottima postura muovendosi con grazie rispetto ad un neofita che sembra che colpisca un sacco di patate.

4- MIGLIORA LA TECNICA DI BOXE

Ovviamente l’allenamento al sacco, dove dall’altra parte nessuno colpisce, permetterà all’atleta, a bocce ferme, di verificare la propria tecnica, come si muovono i piedi, la compostezza dei colpi e allenamento dopo allenamento la tecnica di boxe migliorerà sicuramente.

5- MIGLIORA LA TONICITA’ MUSCOLARE

L’allenamento al sacco migliora la definizione muscolare di:

  • deltoidi
  • deltoidi posteriori
  • tricipiti
  • bicipiti 

I pugili potranno avere petti scavati, gambe da ballerino ma in termini di massa muscolare di braccia, spalle e schiena non sono secondi a nessuno, soprattutto in termini di definizione muscolare.

6- DIMINUISCE  LO STRESS

Anche se qualsiasi forma di esercizio ha qualità Anti – Stress, il pugilato è probabilmente unico in quanto si tratta di uno sport fisicamente estenuante, aggressivo, l’attività inoltre richiede concentrazione totale.

Questo sorprendente aspetto può consentire una canalizzazione delle tendenze aggressive che tutti noi abbiamo, in qualcosa di benefico per mente e corpo. Grazie al nostro stile di vita sempre più frenetico, siamo sempre più soggetti a forte Stress.

 

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TRX Chest press, scopriamo come si fa e molto altro…

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Conosciuto anche come Suspension Training o allenamento in sospensione, il TRX è un tipo di allenamento che gioca con la gravità e sfrutta il peso del corpo in maniera completa.

Dovete immaginare una vera e propria impalcatura stabile cui sono appese funi elastiche; le dimensioni di questa impalcatura sono in profondità e larghezza di 2.50m x 1.80m. Il punto di fissaggio deve essere tra 2.10m e 2.80m di altezza (con l’Estender fino a 3.80m) e nel caso degli interni questi punti possono essere traverse, rivestimenti di cavi, elementi di fissaggio per sacchi da boxe; se invece il tutto si svolge all’esterno o si fa streetwork (allenamento da strada), i punti di fissaggio possono diventare ringhiere, alberi, recinzioni, porte.

Si sfruttano maniglie e un imbraco per attaccarsi ad angolazioni diverse aumentando o diminuendo anche la base di appoggio dei piedi. Si usa in molti esercizi l’effetto pendolo e si vanno a lavorare tutti i distretti muscolari, in quanto l’esercizio avviene tanto in bipedia quanto da sdraiati.

Sono previsti programmi di allenamento specifici e differenziati in base al livello e alle necessità; sia i programmi che la struttura furono messi a punto da Randy Hetrick, un ex appartenente ai Navy SEALs, intorno al 1990 e intorno al 2005 è iniziata la commercializzazione.

Come spesso accade nella storia degli avanzamenti in vari ambiti, in simultanea rispetto a Hetrick, Kurt Dasbach, un ex giocatore di calcio cileno, scoprì una tecnica di allenamento inca basata su cinghie e strutturò un programma chiamandolo Inkaflexx.

Allenamento funzionale Kettlebell, esercizi ed allenamento.

Allenamento funzionale: Kettlebell, esercizi ed allenamento.

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Il kettlebell, chiamato anche Girya, è semplicemente una palla di ghisa con una maniglia. Come dice Pavel Tsatsouline, il più grande allenatore mondiale di kettlebell, un kettlebell è “una palla di cannone con una maniglia. È una palestra completa che si tiene in una mano.”

E’ un attrezzo antichissimo, pensate che le prime versioni rudimentali erano già presenti tra i monaci di Shaolin che le utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.
In Italia sono arrivati da poco e sono rivolti principalmente a squadre sportive, preparatori atletici e veri appassionati d’allenamento. Ma per i più sono oggetti sconosciuti, colpa molto dei media e di chi deve fare corretta informazione. E sapete il perché? Semplice, costano poco e funzionano realmente, pochi ci guadagnerebbero, quindi molto meglio vendere per miracolate pedane vibranti, elettrostimolatori, attrezzi del momento ecc. ecc.
Il kettlebell risulta uno strumento d’allenamento ideale per chi desidera essere

  • più forte,
  • più esplosivo,
  • più resistente,
  • apparire più tonico
  • perdere quel chili di troppo.

Tutti possono usufruire delle potenzialità dei kettlebell.
Allenarsi con i Girya è estremamente faticoso ma i risultati che ne deriveranno sono fantastici e incredibili. Ideali per chi ha poco tempo per andare in palestra e per chi desidera allenarsi nella tranquillità di casa propria o nel parco sotto casa. Basta comprare due kettlebell del peso adatto e si può da subito iniziare ad allenarsi.
I pesi consigliati sono:

  • 12kg per individui fuori forma,
  • 16kg per individui in forma,
  • 24kg per individui molto allenati.

Con questi attrezzi potrete fare un’infinità di esercizi realmente utili a migliorare la vostra forma ed a innalzare la vostra performance.
Basta scrivere kettlebell sui siti di video per rendersi conto come in tutto il mondo questo allenamento va alla grande, e come migliaia di utenti si filmino per mostrare a tutti i risultati raggiunti con questi meravigliosi strumenti d’allenamento.
Attenzione i kettlebell, a differenza di molte attività proposte oggi nella maggior parte delle palestre italiane, sono attrezzi formidabili, decantati da molti Strength Coach d’oltreoceano, ma bisogna imparare ad utilizzarli nel modo giusto per far sì che producano i miglioramenti desiderati.

Allenamento funzionale: filosofia o fitness?

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Si può affermare che il Functional Training (allenamento funzionale) è fisiologia!
Consiste semplicemente nel somministrare al corpo stressors che vadano ad incrementare i diversi parametri fisiologici, non colpendo il sistema da un unico “lato”, ma facendo arrivare orde di stimoli a cascata.

Quindi, in tale contesto, ben vengano metodi che usino principi propri del

  • Body Building,
  • Weightlifting,
  • kettlebell,
  • atletica, ecc…

lo stimolo in tal senso deve essere teso ad aumentare tutti i parametri da un punto di vista estetico, salutistico e funzionale.

A chi non è mai capitato di vedere mostri di ipertrofia che non riuscivano neanche a fare una trazione alla sbarra?
Nuotatori che avevano un massimale di squat equivalente al peso di un litro d’acqua?
A Runners che avevano la stessa coordinazione di un atleta della forchetta?
O di qualche persona dedita ai sovraccarichi che non riusciva neanche a piegarsi in avanti per toccare con i palmi delle mani le proprie tibie?

Quindi l’allenamento funzionale è una moda od una necessità?

La risposta potrebbe essere già scontata nell’affermare che l’allenamento funzionale è fisiologia, ovvero che tende allo sviluppo di tutti quei parametri capaci di rendere pronto, da un punto di vista muscolare, coordinativo ecc… tutto il sistema ad ogni tipo di lavoro proposto.
Per cui, tale metodo dovrebbe essere visto e spulciato in tutte le sue accezioni, scopi ed obiettivi.

Quali obiettivi

DIVERSIFICAZIONE DEGLI STIMOLI ALLENANTI.
L’intento è quello di creare una macchina capace di adeguarsi ad ogni situazione, dal poter sollevare un carico massimale, allo spostarsi velocemente, al saltare più in alto possibile, ma anche a fare una spaccata frontale.

PER IL RECUPERO MENTALE E FISICO.
Si pensi ad un atleta specialista di lancio del giavellotto, getto del peso, o a un corridore.
Tali soggetti passano la maggior parte dei loro allenamenti ripetendo sempre lo stesso gesto, con le dovute differenze in base al periodo agonistico e alle scelte dell’allenatore.

Si può immaginare quale stress possa essere per la mente ripetere una sequenza motoria fino all’esasperazione – certo per raggiungere la maestria sportiva è essenziale – ma senza dubbio bisogna ammettere che per quanta passione si possa avere, per quanta carica agonistica si abbia a disposizione, la noia può cominciare a fare capolino.

Si pensi anche allo stress imposto alle strutture deputate all’esecuzione e stabilizzazione del movimento (muscoli, tendini, capsule articolari, cartilagine, legamenti ecc…), nel ripetere sempre gli stessi angoli di lavoro, gli stessi carichi (quasi sempre), la stessa applicazione della forza.
Tutto ciò significa ripetitività, il che vuol dire essere esposti ad usura, quindi ad infortunio.

PER UN MAGGIORE STIMOLO COORDINATIVO.
Maggiore è il vissuto motorio della persona o atleta che sia, maggiore sarà il rendimento, sia davanti ad un compito motorio già acquisito, quindi strutturato a livello coordinativo, sia al presentarsi di una situazione nuova.
Inoltre, i veri incrementi prestazionali quando si lavora con attrezzi o semplicemente con qualunque gesto che faccia parte di un allenamento in generale – sia quando si parli di ipertrofia, delle diverse componenti della forza, che delle diverse componenti della resistenza – può avvenire in modo efficace quando il sistema nervoso ha già assimilato il movimento, quando ha già eliminato le componenti superflue e di adattamento al compito.

ALTRE ESIGENZE FISIOLOGICHE.
Qui di esempi se ne possono fare a bizzeffe, cominciamo con la tanto agognata massa muscolare, meta ambita dalla maggior parte degli utenti delle sale attrezzi. L’ipertrofia è nient’altro che l’aumento delle proteine contrattili, del sistema connettivale, della rete capillare e dei depositi energetici a livello del muscolo, a cui partecipa, da quanto si è mostrato recentemente anche dall’aumento delle fibre muscolari stesse, l’iperplasia.

A parte questa eccessiva semplificazione, la massa muscolare può avere finalità puramente estetiche, parliamo allora dell’ipertrofia estetica, od essere necessaria per svolgere una data attività, in tal caso detta ipertrofia funzionale. La prima utilizza i metodi propri del Body Building e va alla ricerca del volume e della proporzione tra i diversi distretti del corpo. L’ipertrofia funzionale, invece, è specifica per ogni sport, per ogni tipo di attività, e si adegua quindi alle richieste specifiche e tende ad un optimum peculiare per ogni attività sportiva.

Ora, l’aumento della massa muscolare, momento cardine per ogni preparazione fisica che si rispetti, sia che si tratti poi di estetica o funzionale, può accompagnarsi ad alcuni problemi, come ad esempio degli squilibri tra i diversi muscoli, esacerbazione di alcuni paramorfismi ed alterazioni posturali.
Ancora, il lavoro con i sovraccarichi, come si conosce ormai benissimo, durante le contrazioni muscolari limita e a volte impedisce in alcune fasi la circolazione sanguigna, è risaputo che una contrazione già del 20% di 1RM inizia a creare problemi al circolo arterioso in un determinato distretto, e al 50% di 1RM vi è completa occlusione dei vasi.

Ancora, la cintura da sollevamento peso e la manovra di Valsalva, espedienti utilizzati in qualsiasi lavoro con i pesi di una certa rilevanza, esplicano la loro funzione attraverso l’aumento della IAP (intra abdominal pressure) che si stima intorno ai 0-3 mmHg, e si instaura in un limite fisiologico entro i 10 mmHg, con le dovute differenze dovute alla sede di misurazione, posizione del paziente, fase respiratoria, ec…può essere aumentata dalla tosse, dal vomito, starnuti, defecazione, dalla manovra di Valsalva prima citata e dall’attività fisica, durante la quale può arrivare a picchi di anche 100 mmHg.
Alcune attività, quindi, possono portare ad alzare la pressione sanguigna, intratoracia, intraddominale ecc… portare a diminuzione, certo brevissima, del reflusso di sangue al cuore; con la possibilità inoltre di poter così aumentare problemi nel caso vi siano emorroidi, ernie iatali, ecc… diversificare lo stimolo in tutti questi casi, adeguando tempi di recupero, stimoli che tendano a rafforzare i vari sistemi, potrebbe essere utile in un quadro di prevenzione e mantenimento di tutti questi parametri sotto il giusto controllo.

 

Allenamento Propriocettivo

Vuoi ottenere un ottimale controllo della postura?

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L’allenamento propriocettivo è un pratica basata sulla stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità. L’allenamento propriocettivo è composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità, allo scopo di valutare e migliorare l’utilizzazione dei segnali propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del corpo, in particolare dagli arti inferiori.
Obiettivo primario dell’allenamento propriocettivo è quello di rieducare i riflessi propriocettivi, al fine di ottenere nuovamente un ottimale controllo della postura e delle articolazioni interessate.
L’allenamento propriocettivo risulta di fondamentale importanza per ottenere un recupero completo dopo un trauma (per ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali informativi interrotti dall’infortunio); nella prevenzione degli infortuni (per avere un più rapido controllo della muscolatura durante le azioni di gioco e per favorire la sollecitazione di gruppi muscolari interi evitando le contrazioni isolate); nell’allenamento sportivo (per avere un gran senso dell’equilibrio ed un controllo assoluto del gesto tecnico).

L’allenamento propriocettivo dev’essere svolto da tutti gli atleti che praticano un’attività sportiva caratterizzata da un gran numero di salti e cambi di direzione, dove la percentuale di traumi distorsivi a caviglia e ginocchia è elevata, e dove la stanchezza fisica compare in maniera rilevante

  • calcio
  • basket
  • tennis
  • pallavolo
  • rugby
  • pallamano

L’allenamento propriocettivo dev’essere impostato su situazioni che inducono l’atleta a perdere l’equilibrio, quindi ad attivare la muscolatura velocemente e correttamente per recuperarlo nel minor tempo possibile. Il miglioramento dell’equilibrio avviene attraverso il mantenimento della posizione unito alla capacità di correggere velocemente gli sbilanciamenti.
Per raggiungere l’obiettivo di una corretta stimolazione dei riflessi propriocettivi è necessario che l’atleta sia coinvolto, motivato e che diventi protagonista del proprio miglioramento.
La tecnica d’allenamento si basa su sollecitazioni controllate ed applicate alle articolazioni, utilizzando sia esercizi in scarico che in carico naturale, in appoggio sul terreno o su

  • piani oscillanti di varia difficoltà
  • tavolette
  • bouncer
  • skymmi
  • bosu
  • trampolini
  • molte altre.

Tutte le esercitazioni propriocettive devono essere proposte evitando di indossare le scarpe, in modo da non distogliere le sensazioni propriocettive dalla calzatura. Per intensificare ulteriormente l’allenamento è possibile eseguire gli esercizi ad occhi chiusi, in quanto l’equilibrio è controllato anche dagli esterocettori (vista ed apparato vestibolare), che ricevono le informazioni dal mondo esterno e che assieme ai propriocettori, danno le informazioni esatte sulla posizione del proprio corpo.

Gli esercizi ad occhi chiusi sono utilizzati per disturbare i sistemi d’informazione dell’equilibrio, e costringono l’atleta ad essere più sensibile agli altri canali d’informazione rimasti operanti. Infine, per rendere ancor più difficile l’allenamento propriocettivo è possibile creare dei percorsi con molte tavolette, pedane e terreni instabili, dove si potrà camminare, correre, balzare ed eseguire gesti tecnici relativi alla propria disciplina sportiva.

WALKEXERCISE? Un vero killer dei grassi & dei glutei!

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WALKEXERCISE®

Walkexercise® è un programma ideato da Nazzareno Marongiu che ha come caratteristica l’utilizzo di uno degli attrezzi più usati in palestra: il tapis roulant, non elettrico ma meccanico.
Si tratta di un innovativo e originale corso di fitness di facile esecuzione e risultati immediati che permette di sfruttare gli innumerevoli benefici della camminata e del preatletismo al ritmo delle musiche più grintose del momento.

L’ingrediente principale del training, naturalmente, è la camminata (in inglese walking, da cui deriva il nome della disciplina), che si svolge con innumerevoli combinazioni di passi ed esercizi di preatletismo, presciistica, fitness ecc., ossia una serie di esercizi ginnici che rendono la lezione divertente, superefficace e soprattutto mai monotona.

Poiché camminare è l’attività motoria più naturale e priva di rischi per le articolazioni, questo corso offre il vantaggio di essere davvero alla portata di tutti, anche delle persone in sovrappeso, sedentarie o in recupero da un infortunio. Inoltre gli esercizi che si possono svolgere con questo attrezzo sono studiati per tutte le età compresa quella degli anziani e dei bambini.

UN VERO KILLER DEI GRASSI & DEI GLUTEI!

Contrariamente a ciò che si crede quando si vogliono perdere dei chili in eccesso l’efficacia della camminata a ritmo sostenuto è superiore a quella della corsa.
Con il Walkexercise® si hanno poi visibili vantaggi sul tono muscolare degli arti inferiori e dei glutei, che si rassodano e si definiscono, mentre i muscoli della parte superiore del corpo vengono messi in gioco dagli esercizi mirati con l’utilizzo degli Stikwalk®. Inoltre si possono abbinare esercizi con le braccia eseguiti anche con l’ausilio di piccoli attrezzi  (manubri, elastici, Sandbag, ecc). Gli addominali da buoni stabilizzatori lavorano durante tutto il programma.

Il principale beneficio di questo tipo di lavoro è il dimagrimento. In definitiva è considerato un vero e proprio killer dei grassi e dei glutei.

Il Walkexercise® sviluppa la coordinazione, l’equilibrio corporeo e i riflessi, grazie a esercizi che richiedono l’associazione dei movimenti delle braccia a quelli delle gambe e che agiscono sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola l’equilibrio e la percezione del movimento. Per di più, il cardiofrequenzimetro permette di controllare i battiti cardiaci e di mantenerli sempre all’interno di una fascia di valori suggerita dall’istruttore, garantendo un allenamento personalizzato e quindi davvero efficace. La lezione costituisce quindi un allenamento completo e armonioso.

Il Walkexercise® può essere utilizzato anche nel settore dell’agonismo, della riabilitazione, in biathlon, triathlon o circuito utilizzando anche piccoli e grandi attrezzi come i pesetti, gli elastici, la bike, il rowing, il pump, lo step, ecc., dando così la possibilità alla palestra di rimettere in uso anche gli investimenti acquistati in precedenza (attrezzatura varia).

COINVOLGENTE, DIVERTENTE, DIMAGRANTE
TONIFICANTE & ALLENANTE: QUESTO E’ IL WALKEXERCISE ®!

STIKWALKING®

Lo Stikwalking™ è un’integrazione del programma Walking-Walkexercise per lavorare più energicamente sulla parte superiore del corpo. È un allenatore, non un simulatore, della camminata nordica, dello sci di fondo e di tutte le discipline similari.

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Hai mal di schiena? FITBALL ti aiuta nella postura.

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Quanti di voi si saranno chiesti a cosa servono quelle enormi palle che si vedono in Olympia’s Center! Non siamo al circo, dove l’orso cammina sulla palla ballando, Fitball o SwissBall è sul mercato già da tempo, è stata recuperata dal settore riabilitativo e fisioterapico che la utilizzano già da tempo e con successo. Nel campo del Fitness viene utilizzata per migliorare tonicità muscolare, l’equilibrio e aumentare la consapevolezza del proprio corpo.

Mantenere una buona postura e prevenire il mal di schiena è fondamentale per una sana vita quotidiana. Qui potete trovare una semplice sequenza di esercizi di stretching, di rafforzamento, di coordinamento, di controllo del bacino e di propriocettività molto utili che si possono facilmente integrare nella vita di tutti i giorni senza molto sforzo e facilmente eseguibili a casa con l’ausilio di poche cose.

La suddivisione è propedeutica, partendo da semplici esercizi, proseguendo con esercizi più complessi, ma non difficili. Le informazioni e i consigli a carattere medico/terapico riportati hanno scopo informativo e non possono in alcun caso sostituirsi al parere del medico o del terapista. In caso di limitazioni funzionali, patologie o dolori derivanti dall’apparato muscolo-schelettrico, si consiglia di ripetere una valutazione posturale con la spinometria, per elaborare degli esercizi specifici alla problematica.

Ecco alcuni risultati che si possono ottenere esercitandosi con FITBALL

  • Stabilizzazione scapole e rafforzamento tricipiti

  • Stabilizzazione e propriocezione del rachide

  • Stabilizzazione delle scapole

  • Allungamento del cingolo scapolare

RICHIEDI UNA CONSULENZA al nostro STAFF

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OLISTIC WORKOUT cos’è?

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Le lezioni si svolgeranno il Lunedì e Mercoledì alle 18-10
Olistic Workout è un programma di allenamento che coinvolge i muscoli, i canali energetici e  le emozioni. Secondo questa disciplina non è possibile raggiungere una perfetta forma fisica senza agire anche sulla mente!

Oggigiorno il fitness non è più impostato solo per raggiungere un obiettivo estetico, ma è sempre più funzionale, ovvero lavora su tutte le componenti del corpo, con particolare attenzione su quelle più profonde.

Nell’olistic workout si combinano sinergicamente

  • tai chi,
  • pilates 
  • yoga.

Il risultato è una tipologia di allenamento che coinvolge movimenti muscolari e tecniche di respirazione orientali, volte ad armonizzare la mente e il corpo.

I principi su cui si basa l’Olistic Workout includono: respirazione, controllo del “core”, allineamento, fluidità e mobilità della colonna, equilibrio e sincronia.

Una seduta di Olistic workout inizia con una fase di attivazione muscolare, si orienta poi su una fase di lavoro sull’equilibrio o balance, allenamento della forza resistente, core training, per terminare con una fase di meditazione attraverso pranayama e tecniche di training autogeno.

La disciplina va ad allenare quei distretti muscolari “funzionali” ai movimenti quotidiani. Tra i principali: l’allungamento della colonna per prevenire ernie e mal di schiena,  movimenti in grado di  favorire la mobilità articolare e la flessibilità, l’allenamento della forza permette di

  • snellire,
  • tonificare 
  • rimodellare i muscoli.

Accidenti muscolari ed emotivi possono ripercuotersi su atteggiamenti e vizi posturali che possono causare diverse patologie se sottovalutati. Con l’ Olistic workout si cerca quindi non solo di allenare i muscoli, ma soprattutto di rilassare la mente, permettendo di affrontare la vita quotidiana con serenità e benessere interiore.

Fonte: www.wellnessworld.it

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23 febbraio: Zumba si maschera! Potrai vincere!

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La lezione del 23 Febbraio di Zumba si svolgerà in maschera!
A fine lezione sarà eletta la maschera più divertente: potrai vincere

1° classificato: una felpa Olympia’s center
2° classificato: una maglietta Olympia’s center
3° classificato: un asciugamani Olympia’s center

Se non sei iscritto ai nostri corsi clicca qui per avere maggiori info

Perché la pratica di Zumba fa bene!

«Come qualsiasi allenamento cardiovascolare – aggiunge Nicole Gunning, esperta in Fisiologia dell’esercizio fisico e dello sport ed insegnante presso l’Adventure Boot Camp di Morris, in New Jersey – I benefici dello Zumba includono una maggiore capacità di resistenza, un aumento della densità ossea, l’abbassamento della pressione sanguigna, più tono muscolare e meno grasso corporeo».

Inoltre la danza è sempre stata un’importantissima forma di comunicazione per l’umanità fin dai tempi più antichi: ciò significa che i movimenti del ballo utilizzati nello Zumba influiscono anche a livello psicologico ed emotivo, contribuendo a smaltire lo stress e l’energia negativa, e favorendo nel contempo la socialità e la capacità di interazione.

Lo Zumba infine è un allenamento adatto ad una vastissima gamma di età, poiché è possibile variare l’intensità ed il livello di difficoltà degli esercizi sulla base della condizione fisica dei partecipanti.

Fonte:http://www.starbene.it

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SPINNING – I benefici raccontati da Johnny G, il suo inventore.

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Nato come preparazione al ciclismo su strada, lo spinning a distanza di vent’anni è ancora uno degli sport più praticati nelle palestre di tutto il mondo.

Il motivo? «Lo spinning è una cultura, una famiglia, una filosofia di vita. Lo spinning è divertimento, è prendere lo stress, il dolore, le emozioni e liberarle lasciandosi andare con la musica, perdendosi completamente». Parola di Johnny Goldberg, conosciuto come Johnny G, colui che ispirato dalle sue lunghe pedalate in Sud Africa e dalla sua passione per le sfide e i “superamenti emotivi” a fine anni Ottanta lo spinning l’ha inventato.

Prima ha creato la Spinning bike che aveva l’unica funzione di allenarlo per le lunghe distanze, poi lo Spinning vero e proprio: una filosofia fitness per il corpo capace di liberare la mente. Johnny G anticipava così il trend che sta spopolando negli ultimi anni dove il focus è diventata la nostra energia interiore che ha come obiettivo quello di controllare il corpo.

«Lo spinning è un pensiero, significa allenarsi, sudare, divertirsi e scaricare tutta l’energia negativa per stare bene.
Io lo definisco “Energy Out” – dice Johnny G – ovvero allenarsi partendo dal corpo per arrivare alla mente con il raggiungimento di mete e sfruttando l’energia della musica».

I benefici: l’ideale è praticare spinning 3 o 4 volte alla settimana. Con una lezione da un’ora si bruciano circa 550 calorie, senza avere l’impatto sulle articolazioni di piedi e ginocchia della corsa. È un allenamento ad alta intensità, tonifica i muscoli delle gambe e delle braccia e apporta benefici al sistema cardiocircolatorio e respiratorio.

Perché praticare spinning: perché aiuta a dimagrire e a bruciare i grassi. Aumenta la resistenza muscolare, la capacità respiratoria e migliora la circolazione. Regala una carica di endorfine alla mente e quindi una sensazione di benessere con un forte carica positiva sull’umore.

La lezione: lo spinning è come un viaggio guidato dagli istruttori certificati, con cambi di marcia, di percorso e di ritmo. Questo permette di coordinare i movimenti e di imparare la concentrazione. La frequenza cardiaca non deve mai essere superiore al 60-70% di quella massima. Le 5 posizioni: SEAT E FLEAT: è la posizione base per qualsiasi ritmo e intensità, seduti con le braccia leggermente flesse e le mani che impugnano il manubrio a una distanza di circa 10 cm. SEATED CLIMBING: prevede di tenere le mani sul manubrio e il bacino in posizione leggermente arretrata. STANDING FLAT: in piedi sui pedali con i glutei che sfiorano la sella. STANDING CLIMBING: è la posizione per le salite, con il corpo sollevato e spostato in avanti. JUMPING: è caratterizzato dal sollevamento continuo del busto.