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XTEMPO la nuova generazione del fitness!

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Xtempo, è un sistema di allenamento sviluppato in moduli adatti alle diverse esigenze ed in grado di bruciare calorie tonificando nel contempo i muscoli in modo da forgiare un fisico agile, elastico e muscoloso. Le lezioni sono precoreografate, non prevedono soste, sono allenanti ed estremamente divertenti. Il ritmo musicale è in grado di mantenere alto l’interesse dei partecipanti durante l’intero arco dei 50 minuti di lezione.

La caratteristica delle lezioni, come accennato, sta nelle continue variazioni di velocità di esecuzione; ciò produce un lavoro particolarmente intenso ed efficace: 3 sedute settimanali è la frequenza suggerita per ottenere risultati massimi in tempi relativamente brevi.

In generale l’allenamento a step prevede un lavoro a battito cardiaco variabile e controllato anziché un lavoro a battito cardiaco costante. Per bruciare calorie è utile lavorare in fascia cardiaca lipolitica, in pratica tra il 65 ed 75 % della FC Max (FC Max=220-età). In questa fascia di lavoro, il nostro organismo, per lo svolgimento delle attività ginniche, preleva la maggior parte delle energie dal substrato derivante dal metabolismo dei grassi.

Per essere efficace, lo sforzo deve però durare oltre 20 minuti.
La soglia di frequenza oltre il 75% risulta molto efficace a livello cardio-vascolare ma è difficilmente raggiungibile dagli sportivi non professionisti. Per questo motivo, è stato sviluppato il sistema di allenamento a step. Si inizia con un livello di lavoro medio basso da mantenere per 4/5 minuti per poi passare ad un ritmo di lavoro più sostenuto, anche vicino al 85% da mantenere però solo per un tempo gestibile di 1/2 minuti. Successivamente, si torna al ritmo di lavoro più basso e di seguito si torna a quello alto, fino a creare una sorta di gradino di allenamento, dove la parte bassa rappresenta il lavoro a medio bassa intensità e la parte alta del gradino rappresenta invece il lavoro ad alta intensità.

Il vantaggio di questo sistema è che mentre si abbassa il ritmo per passare dal gradino alto a quello basso, si recupera dal punto di vista sistemico ma si continua a godere appieno dei benefici del lavoro ad alta intensità (arterie dilatate e flusso sanguigno massimo) e prima che questi benefici svaniscano si ritorna al lavoro ad alta intensità. In sintesi, è come se si lavorasse per un tempo lungo ad una frequenza cardiaca alta mentre invece si lavora a step.

Per maggiori informazioni
info@olympiascenter.com
+390434733011

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4 posizioni yoga più indicate in caso di depressione

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Ecco come e perché lo yoga può essere un valido aiuto nel superare stati di depressione

 La pratica dello yoga in generale può essere un valido aiuto per chi soffre di depressione e ci sono specifiche posizioni yoga particolarmente indicate al caso, in questo post ti indicherò quali. Parliamo di un malessere sempre più diffuso, di cui anche tu avrai molto probabilmente fatto esperienza almeno qualche volta nella tua vita.

Secondo l’OMS (l’organizzazione mondiale della sanità) entro pochi anni la depressione sarà la patologia che, insieme alle patologie cardiovascolari, si espanderà sempre di più nei paesi industrializzati. Sarebbe quindi indicato intervenire subito, quando si manifestano i primi piccoli sintomi, che se ignorati crescono e diventano invalidanti. In questi casi lo yoga potrebbe spegnere un incendio quando è solo una scintilla, mentre in caso di stati già avanzati è sicuramente indispensabile che la pratica dello yoga sia affiancata da un percorso di psicoterapia.

quali sono le cause più frequenti?

Può avere differenti cause, anche fisiche, sebbene più frequentemente si presenti come conseguenza di un cambiamento importante e imprevisto e, specie nelle società consumistiche che promuovono “l’eterna giovinezza” a fini commerciali, anche in chi si accorge di “invecchiare” e si sente impreparato e angosciato di fronte a questa eventualità. Correlata ai meccanismi di funzionamento dei neurotrasmettitori responsabili della stabilità dell’umore, la depressione viene vissute dal corpo come una condizione di stress, per la quale si attiva la produzione di ormoni quali cortisolo e adrenalina.

E’ stato dimostrato da numerose ricerche su gruppi di volontari di tutte le età condotte in alcune università negli U.S.A. che gli esercizi yoga aumentano il livello di GABA (acido gamma-amminobutirrico), neurotrasmettitore che inibendo la trasmissione nervosa al cervello, abbassa i livelli dello stress e produce uno stato di calma mentale che favorisce le risorse innate del corpo e della mente nel trovare un nuovo equilibrio.

Le quattro posizioni yoga più indicate

In realtà c’è ne sono numerose altre…ma ti riporto quelle tra le più rilevanti e facili da riportare in un breve post. Come preparazione a queste posizioni tutte le varianti del saluto al sole sono indicate, ma anche semplici esercizi di riscaldamento possono andare bene.

  1. Mahamudrasana – la posizione del grande gesto – Scopri la foto e le indicazioni su come eseguirla
  2. Viparita karani asana – La posizione dell’azione invertita – utile anche in caso di insonnia
  3. Svan asana – la posizione del cane
  4. Dharmikasana – la posizione della devozione

Puoi eseguire queste posizioni in sequenza, così come le ho scritte, e terminare con qualche minuto di rilassamento.

Un’altro modo per rompere schemi respiratori che fanno persistere il malessere emotivo è ridere. Ti consiglio tutte le volte che puoi di fare delle sessioni di yoga della risata, che crea una cascata di endorfine che scuotono e rigenerano profondamente corpo e mente.

indicazioni generali

Le pratiche dello yoga ti possono aiutare molto, ma verifica provando su di te i risultati che ti offre, non tutti reagiscono allo stesso modo. Anche se ci può volere del tempo per risolvere, ciò che funziona deve darti qualche beneficio da subito, se no prova altro. Importante non persistere in cose che non danno qualche cenno di miglioramento da subito, specialmente quando c’è di mezzo una situazione delicata come può essere la depressione.

Per maggiori informazioni
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Fonte: http://www.passioneyoga.it

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6 buoni motivi per allenarsi con il sacco da boxe.

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Il sacco pesante è costituito da una guaina in pelle o vinile, avente un peso complessivo oscillante tra i 40 ed i 100 Kg, viene usato principalmente dai pugili, per l’allenamento della potenza nonchè precisione delle tecniche di boxe. Chiunque abbia usato un sacco da boxe, sa che colpire questo attrezzo è fisicamente molto impegnativo ed è una vera prova di forza e resistenza.

Pur essendo un attrezzo molto semplice, offre molti vantaggi per l’allenamento di uno sportivo (non necessariamente pugile):

  • Che si tratti di un allenamento di tutto il corpo
  • Di migliorare le capacità di auto-difesa
  • Per ottenere un corpo muscoloso e definito

il sacco pesante è una preziosa arma della propria palestra casalinga e/o commerciale.

  1. Come si usa il sacco pesante?
  2. Quali sono i suoi vantaggi?
  3. Perché potrebbe essere un’utile aggiunta al vostro programma di allenamento?

1- MIGLIORA LA CAPACITÀ AEROBICA

L’Allenamento al sacco pesante con la giusta intensità, mette a dura prova l’intero sistema cardiorespiratorio. Il semplice atto di muoversi intorno alla postazione del sacco, mentre si cambia la posizione del corpo per colpire, equivale ad un eccellente lavoro aerobico nel quale si utilizza ossigeno. Sferrare le varie combinazioni di pugni aggiungerà una dimensione anaerobica al gesto che si aggiungerà alla componente aerobica. I Professionisti di solito si allenano con round da 3 minuti, arrivando anche a 5′.

Il minutaggio da effettuarsi al sacco deve però essere ponderato: Se usciste per la prima volta con la nuova bicicletta da corsa fareste subito la salita del Mortirolo? Stessa cosa vale per il sacco pesante, iniziate con round da 2 minuti dove cercherete di fare un buon Foot Work attorno al sacco sferrando qualche pugno con una buona tecnica di tanto in tanto senza affondare.

2- MIGLIORA LA POTENZA

Il sacco pesante è stato progettato effettivamente per i pugili per migliorare la loro potenza di perforazione dei colpi. Il Sacco permette all’atleta di scaricare con tutta la potenza, unita alla tecnica, colpi micidiali nella fase di allenamento. Non è possibile effettuare solo sparring e poi perchè colpire con violenza un compagno, per allenare la potenza, quando questa la si può allenare al sacco pesante? Lo sparring serve per simulare l’incontro.

I Principali muscoli che lavorano al sacco sono:

  • spalle
  • braccia
  • schiena
  • petto
  • Core
  • Gambe, le quali sono utilizzate anche nel processo di spinta del colpo, per generare l’energia necessaria per sferrare un colpo a tutta potenza corpo.

I Pugni diretti, come ad esempio il Cross ed il jab, contribuiranno a sviluppare la potenza attraverso le spalle ed il petto, mentre i montanti ed i ganci utilizzeranno maggiormente la schiena e le braccia.

3-MIGLIORA LA COORDINAZIONE, STABILITÀ e RAFFORZA IL CORE

Girare attorno al sacco pesante tirando le varie combinazioni di pugni aiuta l’atleta a migliorare la propria coordinazione. Mantenere i piedi in un certo modo, trasferire il peso da un piede all’altro, tirare un pugno specifico, contribuirà a sviluppare la stabilità di base, e, di conseguenza, il coordinamento generale del corpo. Questa qualità necessita di tempo ed i Boxers, con un elevato grado di esperienza sul sacco pesante, tendono a mostrare un’ottima postura muovendosi con grazie rispetto ad un neofita che sembra che colpisca un sacco di patate.

4- MIGLIORA LA TECNICA DI BOXE

Ovviamente l’allenamento al sacco, dove dall’altra parte nessuno colpisce, permetterà all’atleta, a bocce ferme, di verificare la propria tecnica, come si muovono i piedi, la compostezza dei colpi e allenamento dopo allenamento la tecnica di boxe migliorerà sicuramente.

5- MIGLIORA LA TONICITA’ MUSCOLARE

L’allenamento al sacco migliora la definizione muscolare di:

  • deltoidi
  • deltoidi posteriori
  • tricipiti
  • bicipiti 

I pugili potranno avere petti scavati, gambe da ballerino ma in termini di massa muscolare di braccia, spalle e schiena non sono secondi a nessuno, soprattutto in termini di definizione muscolare.

6- DIMINUISCE  LO STRESS

Anche se qualsiasi forma di esercizio ha qualità Anti – Stress, il pugilato è probabilmente unico in quanto si tratta di uno sport fisicamente estenuante, aggressivo, l’attività inoltre richiede concentrazione totale.

Questo sorprendente aspetto può consentire una canalizzazione delle tendenze aggressive che tutti noi abbiamo, in qualcosa di benefico per mente e corpo. Grazie al nostro stile di vita sempre più frenetico, siamo sempre più soggetti a forte Stress.

 

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TRX Chest press, scopriamo come si fa e molto altro…

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Conosciuto anche come Suspension Training o allenamento in sospensione, il TRX è un tipo di allenamento che gioca con la gravità e sfrutta il peso del corpo in maniera completa.

Dovete immaginare una vera e propria impalcatura stabile cui sono appese funi elastiche; le dimensioni di questa impalcatura sono in profondità e larghezza di 2.50m x 1.80m. Il punto di fissaggio deve essere tra 2.10m e 2.80m di altezza (con l’Estender fino a 3.80m) e nel caso degli interni questi punti possono essere traverse, rivestimenti di cavi, elementi di fissaggio per sacchi da boxe; se invece il tutto si svolge all’esterno o si fa streetwork (allenamento da strada), i punti di fissaggio possono diventare ringhiere, alberi, recinzioni, porte.

Si sfruttano maniglie e un imbraco per attaccarsi ad angolazioni diverse aumentando o diminuendo anche la base di appoggio dei piedi. Si usa in molti esercizi l’effetto pendolo e si vanno a lavorare tutti i distretti muscolari, in quanto l’esercizio avviene tanto in bipedia quanto da sdraiati.

Sono previsti programmi di allenamento specifici e differenziati in base al livello e alle necessità; sia i programmi che la struttura furono messi a punto da Randy Hetrick, un ex appartenente ai Navy SEALs, intorno al 1990 e intorno al 2005 è iniziata la commercializzazione.

Come spesso accade nella storia degli avanzamenti in vari ambiti, in simultanea rispetto a Hetrick, Kurt Dasbach, un ex giocatore di calcio cileno, scoprì una tecnica di allenamento inca basata su cinghie e strutturò un programma chiamandolo Inkaflexx.

Allenamento funzionale Kettlebell, esercizi ed allenamento.

Allenamento funzionale: Kettlebell, esercizi ed allenamento.

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Il kettlebell, chiamato anche Girya, è semplicemente una palla di ghisa con una maniglia. Come dice Pavel Tsatsouline, il più grande allenatore mondiale di kettlebell, un kettlebell è “una palla di cannone con una maniglia. È una palestra completa che si tiene in una mano.”

E’ un attrezzo antichissimo, pensate che le prime versioni rudimentali erano già presenti tra i monaci di Shaolin che le utilizzavano per migliorare forza e resistenza muscolare.
In Italia sono arrivati da poco e sono rivolti principalmente a squadre sportive, preparatori atletici e veri appassionati d’allenamento. Ma per i più sono oggetti sconosciuti, colpa molto dei media e di chi deve fare corretta informazione. E sapete il perché? Semplice, costano poco e funzionano realmente, pochi ci guadagnerebbero, quindi molto meglio vendere per miracolate pedane vibranti, elettrostimolatori, attrezzi del momento ecc. ecc.
Il kettlebell risulta uno strumento d’allenamento ideale per chi desidera essere

  • più forte,
  • più esplosivo,
  • più resistente,
  • apparire più tonico
  • perdere quel chili di troppo.

Tutti possono usufruire delle potenzialità dei kettlebell.
Allenarsi con i Girya è estremamente faticoso ma i risultati che ne deriveranno sono fantastici e incredibili. Ideali per chi ha poco tempo per andare in palestra e per chi desidera allenarsi nella tranquillità di casa propria o nel parco sotto casa. Basta comprare due kettlebell del peso adatto e si può da subito iniziare ad allenarsi.
I pesi consigliati sono:

  • 12kg per individui fuori forma,
  • 16kg per individui in forma,
  • 24kg per individui molto allenati.

Con questi attrezzi potrete fare un’infinità di esercizi realmente utili a migliorare la vostra forma ed a innalzare la vostra performance.
Basta scrivere kettlebell sui siti di video per rendersi conto come in tutto il mondo questo allenamento va alla grande, e come migliaia di utenti si filmino per mostrare a tutti i risultati raggiunti con questi meravigliosi strumenti d’allenamento.
Attenzione i kettlebell, a differenza di molte attività proposte oggi nella maggior parte delle palestre italiane, sono attrezzi formidabili, decantati da molti Strength Coach d’oltreoceano, ma bisogna imparare ad utilizzarli nel modo giusto per far sì che producano i miglioramenti desiderati.

Allenamento funzionale: filosofia o fitness?

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Si può affermare che il Functional Training (allenamento funzionale) è fisiologia!
Consiste semplicemente nel somministrare al corpo stressors che vadano ad incrementare i diversi parametri fisiologici, non colpendo il sistema da un unico “lato”, ma facendo arrivare orde di stimoli a cascata.

Quindi, in tale contesto, ben vengano metodi che usino principi propri del

  • Body Building,
  • Weightlifting,
  • kettlebell,
  • atletica, ecc…

lo stimolo in tal senso deve essere teso ad aumentare tutti i parametri da un punto di vista estetico, salutistico e funzionale.

A chi non è mai capitato di vedere mostri di ipertrofia che non riuscivano neanche a fare una trazione alla sbarra?
Nuotatori che avevano un massimale di squat equivalente al peso di un litro d’acqua?
A Runners che avevano la stessa coordinazione di un atleta della forchetta?
O di qualche persona dedita ai sovraccarichi che non riusciva neanche a piegarsi in avanti per toccare con i palmi delle mani le proprie tibie?

Quindi l’allenamento funzionale è una moda od una necessità?

La risposta potrebbe essere già scontata nell’affermare che l’allenamento funzionale è fisiologia, ovvero che tende allo sviluppo di tutti quei parametri capaci di rendere pronto, da un punto di vista muscolare, coordinativo ecc… tutto il sistema ad ogni tipo di lavoro proposto.
Per cui, tale metodo dovrebbe essere visto e spulciato in tutte le sue accezioni, scopi ed obiettivi.

Quali obiettivi

DIVERSIFICAZIONE DEGLI STIMOLI ALLENANTI.
L’intento è quello di creare una macchina capace di adeguarsi ad ogni situazione, dal poter sollevare un carico massimale, allo spostarsi velocemente, al saltare più in alto possibile, ma anche a fare una spaccata frontale.

PER IL RECUPERO MENTALE E FISICO.
Si pensi ad un atleta specialista di lancio del giavellotto, getto del peso, o a un corridore.
Tali soggetti passano la maggior parte dei loro allenamenti ripetendo sempre lo stesso gesto, con le dovute differenze in base al periodo agonistico e alle scelte dell’allenatore.

Si può immaginare quale stress possa essere per la mente ripetere una sequenza motoria fino all’esasperazione – certo per raggiungere la maestria sportiva è essenziale – ma senza dubbio bisogna ammettere che per quanta passione si possa avere, per quanta carica agonistica si abbia a disposizione, la noia può cominciare a fare capolino.

Si pensi anche allo stress imposto alle strutture deputate all’esecuzione e stabilizzazione del movimento (muscoli, tendini, capsule articolari, cartilagine, legamenti ecc…), nel ripetere sempre gli stessi angoli di lavoro, gli stessi carichi (quasi sempre), la stessa applicazione della forza.
Tutto ciò significa ripetitività, il che vuol dire essere esposti ad usura, quindi ad infortunio.

PER UN MAGGIORE STIMOLO COORDINATIVO.
Maggiore è il vissuto motorio della persona o atleta che sia, maggiore sarà il rendimento, sia davanti ad un compito motorio già acquisito, quindi strutturato a livello coordinativo, sia al presentarsi di una situazione nuova.
Inoltre, i veri incrementi prestazionali quando si lavora con attrezzi o semplicemente con qualunque gesto che faccia parte di un allenamento in generale – sia quando si parli di ipertrofia, delle diverse componenti della forza, che delle diverse componenti della resistenza – può avvenire in modo efficace quando il sistema nervoso ha già assimilato il movimento, quando ha già eliminato le componenti superflue e di adattamento al compito.

ALTRE ESIGENZE FISIOLOGICHE.
Qui di esempi se ne possono fare a bizzeffe, cominciamo con la tanto agognata massa muscolare, meta ambita dalla maggior parte degli utenti delle sale attrezzi. L’ipertrofia è nient’altro che l’aumento delle proteine contrattili, del sistema connettivale, della rete capillare e dei depositi energetici a livello del muscolo, a cui partecipa, da quanto si è mostrato recentemente anche dall’aumento delle fibre muscolari stesse, l’iperplasia.

A parte questa eccessiva semplificazione, la massa muscolare può avere finalità puramente estetiche, parliamo allora dell’ipertrofia estetica, od essere necessaria per svolgere una data attività, in tal caso detta ipertrofia funzionale. La prima utilizza i metodi propri del Body Building e va alla ricerca del volume e della proporzione tra i diversi distretti del corpo. L’ipertrofia funzionale, invece, è specifica per ogni sport, per ogni tipo di attività, e si adegua quindi alle richieste specifiche e tende ad un optimum peculiare per ogni attività sportiva.

Ora, l’aumento della massa muscolare, momento cardine per ogni preparazione fisica che si rispetti, sia che si tratti poi di estetica o funzionale, può accompagnarsi ad alcuni problemi, come ad esempio degli squilibri tra i diversi muscoli, esacerbazione di alcuni paramorfismi ed alterazioni posturali.
Ancora, il lavoro con i sovraccarichi, come si conosce ormai benissimo, durante le contrazioni muscolari limita e a volte impedisce in alcune fasi la circolazione sanguigna, è risaputo che una contrazione già del 20% di 1RM inizia a creare problemi al circolo arterioso in un determinato distretto, e al 50% di 1RM vi è completa occlusione dei vasi.

Ancora, la cintura da sollevamento peso e la manovra di Valsalva, espedienti utilizzati in qualsiasi lavoro con i pesi di una certa rilevanza, esplicano la loro funzione attraverso l’aumento della IAP (intra abdominal pressure) che si stima intorno ai 0-3 mmHg, e si instaura in un limite fisiologico entro i 10 mmHg, con le dovute differenze dovute alla sede di misurazione, posizione del paziente, fase respiratoria, ec…può essere aumentata dalla tosse, dal vomito, starnuti, defecazione, dalla manovra di Valsalva prima citata e dall’attività fisica, durante la quale può arrivare a picchi di anche 100 mmHg.
Alcune attività, quindi, possono portare ad alzare la pressione sanguigna, intratoracia, intraddominale ecc… portare a diminuzione, certo brevissima, del reflusso di sangue al cuore; con la possibilità inoltre di poter così aumentare problemi nel caso vi siano emorroidi, ernie iatali, ecc… diversificare lo stimolo in tutti questi casi, adeguando tempi di recupero, stimoli che tendano a rafforzare i vari sistemi, potrebbe essere utile in un quadro di prevenzione e mantenimento di tutti questi parametri sotto il giusto controllo.

 

Allenamento Propriocettivo

Vuoi ottenere un ottimale controllo della postura?

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L’allenamento propriocettivo è un pratica basata sulla stimolazione del sistema neuro-motorio nella sua totalità. L’allenamento propriocettivo è composto da un insieme di esercizi che vanno a creare situazioni di instabilità, allo scopo di valutare e migliorare l’utilizzazione dei segnali propriocettivi provenienti dalle parti periferiche del corpo, in particolare dagli arti inferiori.
Obiettivo primario dell’allenamento propriocettivo è quello di rieducare i riflessi propriocettivi, al fine di ottenere nuovamente un ottimale controllo della postura e delle articolazioni interessate.
L’allenamento propriocettivo risulta di fondamentale importanza per ottenere un recupero completo dopo un trauma (per ripristinare i riflessi e riattivare tutti i canali informativi interrotti dall’infortunio); nella prevenzione degli infortuni (per avere un più rapido controllo della muscolatura durante le azioni di gioco e per favorire la sollecitazione di gruppi muscolari interi evitando le contrazioni isolate); nell’allenamento sportivo (per avere un gran senso dell’equilibrio ed un controllo assoluto del gesto tecnico).

L’allenamento propriocettivo dev’essere svolto da tutti gli atleti che praticano un’attività sportiva caratterizzata da un gran numero di salti e cambi di direzione, dove la percentuale di traumi distorsivi a caviglia e ginocchia è elevata, e dove la stanchezza fisica compare in maniera rilevante

  • calcio
  • basket
  • tennis
  • pallavolo
  • rugby
  • pallamano

L’allenamento propriocettivo dev’essere impostato su situazioni che inducono l’atleta a perdere l’equilibrio, quindi ad attivare la muscolatura velocemente e correttamente per recuperarlo nel minor tempo possibile. Il miglioramento dell’equilibrio avviene attraverso il mantenimento della posizione unito alla capacità di correggere velocemente gli sbilanciamenti.
Per raggiungere l’obiettivo di una corretta stimolazione dei riflessi propriocettivi è necessario che l’atleta sia coinvolto, motivato e che diventi protagonista del proprio miglioramento.
La tecnica d’allenamento si basa su sollecitazioni controllate ed applicate alle articolazioni, utilizzando sia esercizi in scarico che in carico naturale, in appoggio sul terreno o su

  • piani oscillanti di varia difficoltà
  • tavolette
  • bouncer
  • skymmi
  • bosu
  • trampolini
  • molte altre.

Tutte le esercitazioni propriocettive devono essere proposte evitando di indossare le scarpe, in modo da non distogliere le sensazioni propriocettive dalla calzatura. Per intensificare ulteriormente l’allenamento è possibile eseguire gli esercizi ad occhi chiusi, in quanto l’equilibrio è controllato anche dagli esterocettori (vista ed apparato vestibolare), che ricevono le informazioni dal mondo esterno e che assieme ai propriocettori, danno le informazioni esatte sulla posizione del proprio corpo.

Gli esercizi ad occhi chiusi sono utilizzati per disturbare i sistemi d’informazione dell’equilibrio, e costringono l’atleta ad essere più sensibile agli altri canali d’informazione rimasti operanti. Infine, per rendere ancor più difficile l’allenamento propriocettivo è possibile creare dei percorsi con molte tavolette, pedane e terreni instabili, dove si potrà camminare, correre, balzare ed eseguire gesti tecnici relativi alla propria disciplina sportiva.

WALKEXERCISE? Un vero killer dei grassi & dei glutei!

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WALKEXERCISE®

Walkexercise® è un programma ideato da Nazzareno Marongiu che ha come caratteristica l’utilizzo di uno degli attrezzi più usati in palestra: il tapis roulant, non elettrico ma meccanico.
Si tratta di un innovativo e originale corso di fitness di facile esecuzione e risultati immediati che permette di sfruttare gli innumerevoli benefici della camminata e del preatletismo al ritmo delle musiche più grintose del momento.

L’ingrediente principale del training, naturalmente, è la camminata (in inglese walking, da cui deriva il nome della disciplina), che si svolge con innumerevoli combinazioni di passi ed esercizi di preatletismo, presciistica, fitness ecc., ossia una serie di esercizi ginnici che rendono la lezione divertente, superefficace e soprattutto mai monotona.

Poiché camminare è l’attività motoria più naturale e priva di rischi per le articolazioni, questo corso offre il vantaggio di essere davvero alla portata di tutti, anche delle persone in sovrappeso, sedentarie o in recupero da un infortunio. Inoltre gli esercizi che si possono svolgere con questo attrezzo sono studiati per tutte le età compresa quella degli anziani e dei bambini.

UN VERO KILLER DEI GRASSI & DEI GLUTEI!

Contrariamente a ciò che si crede quando si vogliono perdere dei chili in eccesso l’efficacia della camminata a ritmo sostenuto è superiore a quella della corsa.
Con il Walkexercise® si hanno poi visibili vantaggi sul tono muscolare degli arti inferiori e dei glutei, che si rassodano e si definiscono, mentre i muscoli della parte superiore del corpo vengono messi in gioco dagli esercizi mirati con l’utilizzo degli Stikwalk®. Inoltre si possono abbinare esercizi con le braccia eseguiti anche con l’ausilio di piccoli attrezzi  (manubri, elastici, Sandbag, ecc). Gli addominali da buoni stabilizzatori lavorano durante tutto il programma.

Il principale beneficio di questo tipo di lavoro è il dimagrimento. In definitiva è considerato un vero e proprio killer dei grassi e dei glutei.

Il Walkexercise® sviluppa la coordinazione, l’equilibrio corporeo e i riflessi, grazie a esercizi che richiedono l’associazione dei movimenti delle braccia a quelli delle gambe e che agiscono sulla propriocezione, ovvero il meccanismo che regola l’equilibrio e la percezione del movimento. Per di più, il cardiofrequenzimetro permette di controllare i battiti cardiaci e di mantenerli sempre all’interno di una fascia di valori suggerita dall’istruttore, garantendo un allenamento personalizzato e quindi davvero efficace. La lezione costituisce quindi un allenamento completo e armonioso.

Il Walkexercise® può essere utilizzato anche nel settore dell’agonismo, della riabilitazione, in biathlon, triathlon o circuito utilizzando anche piccoli e grandi attrezzi come i pesetti, gli elastici, la bike, il rowing, il pump, lo step, ecc., dando così la possibilità alla palestra di rimettere in uso anche gli investimenti acquistati in precedenza (attrezzatura varia).

COINVOLGENTE, DIVERTENTE, DIMAGRANTE
TONIFICANTE & ALLENANTE: QUESTO E’ IL WALKEXERCISE ®!

STIKWALKING®

Lo Stikwalking™ è un’integrazione del programma Walking-Walkexercise per lavorare più energicamente sulla parte superiore del corpo. È un allenatore, non un simulatore, della camminata nordica, dello sci di fondo e di tutte le discipline similari.

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Hai mal di schiena? FITBALL ti aiuta nella postura.

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Quanti di voi si saranno chiesti a cosa servono quelle enormi palle che si vedono in Olympia’s Center! Non siamo al circo, dove l’orso cammina sulla palla ballando, Fitball o SwissBall è sul mercato già da tempo, è stata recuperata dal settore riabilitativo e fisioterapico che la utilizzano già da tempo e con successo. Nel campo del Fitness viene utilizzata per migliorare tonicità muscolare, l’equilibrio e aumentare la consapevolezza del proprio corpo.

Mantenere una buona postura e prevenire il mal di schiena è fondamentale per una sana vita quotidiana. Qui potete trovare una semplice sequenza di esercizi di stretching, di rafforzamento, di coordinamento, di controllo del bacino e di propriocettività molto utili che si possono facilmente integrare nella vita di tutti i giorni senza molto sforzo e facilmente eseguibili a casa con l’ausilio di poche cose.

La suddivisione è propedeutica, partendo da semplici esercizi, proseguendo con esercizi più complessi, ma non difficili. Le informazioni e i consigli a carattere medico/terapico riportati hanno scopo informativo e non possono in alcun caso sostituirsi al parere del medico o del terapista. In caso di limitazioni funzionali, patologie o dolori derivanti dall’apparato muscolo-schelettrico, si consiglia di ripetere una valutazione posturale con la spinometria, per elaborare degli esercizi specifici alla problematica.

Ecco alcuni risultati che si possono ottenere esercitandosi con FITBALL

  • Stabilizzazione scapole e rafforzamento tricipiti

  • Stabilizzazione e propriocezione del rachide

  • Stabilizzazione delle scapole

  • Allungamento del cingolo scapolare

RICHIEDI UNA CONSULENZA al nostro STAFF