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POSTURA, ELEMENTO FONDAMENTALE

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Perché il nostro benessere non dipende solo dal movimento e dall’alimentazione

La postura dipende dalle posizioni che assumiamo abitualmente nello svolgere le attività quotidiane: quando lavoriamo o mentre studiamo, durante il sonno, come stiamo seduti ecc.

Un italiano su quattro soffre di problemi di postura quali mal di schiena, torcicollo, dolori alle ginocchia e ai talloni.
Colpa soprattutto dello stile di vita del terzo millennio, improntato alla sedentarietà nel lavoro.

 

Postura e qualità della vita

Le abitudini posturali scorrette nel tempo finiscono per determinare lo sbilanciamento dell’assetto fisiologico del corpo con assunzione di posizioni compensatorie che finiscono per scompensare ulteriormente lo squilibrio iniziale.
Una postura sbagliata influisce negativamente sulla qualità di vita di ognuno di noi ed è fondamentale prevenirla o correggerla prontamente.

 

Consigli pratici

Ecco 3 fattori da tenere d’occhio per assumere una corretta postura ed evitare di danneggiare il nostro corpo

  1. Nel sollevare i pesi ricordatevi che il movimento giusto consiste nell’abbassarsi, piegando le gambe, per afferrarli e poi tirarli su nel rialzarsi
  2. Se per lavoro si è costretti a passare molte ore seduti davanti ad un computer è bene disporre le cose in modo da avere tutto a portata di mano senza sforzare la schiena in continui movimenti alla ricerca degli oggetti
  3. Le calzature inadeguate sono tra le principali responsabili di fastidi posturali. Nella scelta delle calzature è bene non badare solo all’aspetto estetico ma anche (e soprattutto) alla salute del piede.
    Piccola curiosità: camminare sulla sabbia fa bene perchè l’impatto del piede con il suolo non sollecita le articolazioni come quando camminiamo in strada

 

Una corretta postura è importante per la salute quando una dieta bilanciata ed un buon allenamento.

Se per voi è un problema, ricordate che #TogetherIsBetter, possiamo affrontarlo e migliorare insieme.

 

Progetto SPORT DI TUTTI Young

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Anche Olympia’s Center è tra le realtà che hanno aderito al percorso sociale, sportivo ed educativo con attività sportiva pomeridiana gratuita, offerta ai ragazzi dai 5 ai 18 anni.

 

Il PROGETTO “SPORT DI TUTTI – edizione young” 2019/2020 è un modello di intervento a favore di famiglie e associazionismo sportivo che mira ad abbattere le barriere economiche d’accesso allo sport e a favorire l’attività fisica  e sportiva.
Bambini e ragazzi tra i 5 e i 18 anni hanno la possibilità di praticare gratuitamente corsi di attività motoria e sportiva pomeridiana.

 

Ecco perché l’attività fisica aiuta anche la mente

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La vita moderna ci porta inevitabilmente a sovraccaricare il nostro sistema nervoso e la nostra mente.

Evolutivamente siamo preparati a molto lavoro fisico ma poco a sopportare stress prolungati e grande impegno mentale.
Lo stress, fattore di per se utile al progresso, se protratto e vissuto come generatore di ansia diventa malattia, come nel caso del burnout.
É recente infatti la sua introduzione da parte dell’OMS come malattia provocata dal lavoro.

Psicologia e fisiologia sono strettamente correlate tra loro.

Un modo straordinariamente efficace per contrastare “chimicamente” il disagio psicologico è attingere alle attività fisiche, tutte efficaci nel creare ormoni antitetici a quelli dello stress.

Un suggerimento proveniente dall’evoluzione ci direbbe che le attività aerobiche ( come cammino, corsa, bici..) siano più efficaci e se praticate all’aria aperta ancora di più, ma la componente della gradibilità soggettiva gioca un ruolo determinante.

Ricordiamoci quindi ogni volta che iniziamo ad avvertire i sintomi del sovraffaticamento mentale e la comparsa dei sintomi depressivi di attingere al farmaco attività fisica … quella a noi più gradita.
Consapevoli del fatto che, se praticata in compagnia, è ancora più efficace.

#TogetherIsBetter

 

La nostra salute è quella del pianeta: un patto per il futuro

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Ormai è chiaro che ciò che nuoce all’ecosistema coincide esattamente con ciò che nuoce all’essere umano.

Negli ultimi 70 anni il cambiamento repentino di abitudini ha portato parallelamente gli esseri umani ed il pianeta in una situazione di grande pericolosità.
L’industrializzazione selvaggia e il profitto a tutti i costi hanno portato ad un peggioramento della qualità della vita umana e ad un pericoloso disequilibrio dell’ecosistema.

 

Cibo, aria, acqua e relazioni sono fonti di vita

I cibi processati e ultraprocessati nuocciono al pianeta a causa delle materie prime utilizzate e del confezionamento e contemporaneamente avvelenano lentamente ma inesorabilmente anche l’essere umano che li consuma.
Stessa cosa dicasi per l’inquinamento ambientale dell’aria e dell’acqua la cui salute, giova ricordarlo, è fonte di vita “imprescindibile ” per la sopravvivenza per la vita sulla terra, chi inquina respira poi la stessa aria inquinata…

Non si sottraggono a questa logica neppure le relazioni sociali divenute ormai più virtuali che reali… ma anche in questo caso paghiamo un prezzo altissimo… l’infelicità.

 

Una patto per il futuro

Serve una nuova consapevolezza nella cittadinanza a partire dai bambini che sono il futuro del mondo.
Non possiamo più continuare a pensare che il nostro agire incida solo su di noi.
Siamo parte di un eco sistema e i nostri comportamenti incidono anche sulla vita altrui.

 

La luce spazzatura nuoce quanto il cibo spazzatura

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Molti sanno che mangiare cibo spazzatura provoca danni alla salute e mina la nostra efficienza lavorativa. Pochi invece sono a conoscenza che esiste anche la luce spazzatura, cioè di bassa o cattiva qualità e che i suoi danni sono altrettanto importanti.

 

LUCE SOLARE
L’ essere umano è abituato per motivi evolutivi ad uno spettro di luce con buone dosi di infrarossi come quello della luce del sole.
L’esposizione alla luce naturale provoca reazioni ormonali fondamentali per la nostra salute e influisce su moltissimi meccanismi vitali dell’organismo.
E’ coinvolta ad esempio nella sintesi della preziosa vitamina D.
Essa contribuisce alla salute delle nostra ossa ma anche al potenziamento delle difese immunitarie.

 

ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE
Oggi a causa del progresso la luce che colpisce i nostri occhi è molto diversa da quella naturale.
Computer, tv, smartphone e schermi in genere sono ricchi di luce blu.
L’illuminazione degli ambienti casalinghi e di lavoro ha caratteristiche tossiche per i nostri occhi: troppa luce blu bianca e poca rossa.
L’eccesso di luce blu è sospettato provocare maculopatie e numerose altre patologie.
Il modo migliore per difendersi è scegliere luci di buona qualità e difendere gli occhi con occhiali protettivi.

 

CONSIGLI UTILI

  • A casa dopo le 21 sarebbe sana abitudine tenere luci basse calde o candele che conciliano il sonno e aiutano il riposo.
  • Durante la giornata cerchiamo di stare più possibile alla luce naturale e almeno un’ora all’aria aperta con la pelle scoperta almeno dove possibile.

Cambiamenti in vacanza: l’inizio di nuove sane abitudini

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Le vacanze sono una straordinaria opportunità oltre che per riposarci anche per mettere in moto un processo graduale di miglioramento delle abitudini.

In ferie siamo infatti nelle migliori condizioni possibili per il cambiamento: abbiamo molto tempo disponibile per riflessioni,
attività fisica, relazioni e in più pochissimo stress.
E possiamo ripetere quotidianamente queste attività, cosa importante per il radicamento.

Approfittiamo allora per iniziare un lento ma inesorabile cammino verso sane abitudini:

  • La prima delle quali dovrebbe essere una prima colazione varia e abbondante.
  • La seconda prevedere di ritagliarsi momenti di silenzio e contemplazione per rigenerare mente e anima.
  • La terza una piccola dose ( 30-40 minuti)  di attività aerobiche come nuotare pedalare camminare a passo svelto.
  • Infine soddisfare il quarto pilastro evolutivo concedendosi relazioni pacificate di amore e di amicizia.

Al rientro basterà mantenere, anche con tempi ridotti, queste sane abitudini per vedere la nostra vita cambiare in meglio!

I bambini non sono progettati per stare di fronte a schermi luminosi

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Zero schermi per i neonati

 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diramato pochi giorni fa le linee guida relative alla sedentarietà e al sonno nei bambini da 0 a 5 anni.

I suggerimenti che arrivano sono leggermente differenziati per bambini da 0 a 1 anno da 1-2 anni e da 2 a 5 anni.

La cosa più evidente è la raccomandazione di evitare nei neonati la visione di qualunque schermo sia tv che tablet o smartphone e limitare ad 1 ora al giorno massimo per quelli di età compresa dai 2 ai 5 anni.

Per quanto riguarda l’attività fisica si raccomandano 30 minuti al giorno per i neonati per passare a almeno un ora dopo l’anno di vita.

I recenti studi scientifici che hanno messo in relazione l’insorgenza delle malattie neuro degenerative ( Parkinson demenza Alzheimer) con la mancanza di attività fisica in età giovanile hanno prodotto fortunatamente una pronta reazione delle organizzazioni della salute.

L’evoluzione non si ferma, ma l’eccessiva velocità di cambiamento di abitudini continuiamo a pagarla a carissimo prezzo, e da questo non sono esclusi i neonati che per motivi evolutivi non sono progettati per stare di fronte a schermi luminosi, quindi continuiamo, se vogliamo bene ai nostri figli, a farli giocare, gattonare e dormire come natura dispone!

 

Sport e invecchiamento: come cambiano muscoli, resistenza, forza e agilità

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LO SPORT MANTIENE GIOVANI
Gli anziani sportivi corrono maratone, partecipano a gare ciclistiche di diverse centinaia di chilometri, attraversano a nuoto il Canale della Manica o fanno bungee jumping. Affinché la salute possa accompagnarci a lungo, in età avanzata è necessario dedicare sufficiente attenzione al nostro corpo.
Delle prestazioni incredibili: uomini settantenni che corrono 42,195 chilometri in meno di tre ore, donne della stessa età che partecipano all’Ironman delle Hawaii o scalano l’Everest. Sono finiti i tempi in cui i pensionati sportivi facevano al massimo qualche passeggiata o praticavano ginnastica per anziani sulla gymball facendo roteare le braccia senza troppo slancio.
Oggi i pensionati più dinamici non sembrano conoscere confini e i limiti di età tendono a sfumare. Eppure in fondo non è così semplice, dato che negli ultimi anni il processo di invecchiamento biologico non è cambiato nonostante l’aspettativa di vita sia oggi più lunga. Sebbene i cinquantenni siano molto riluttanti a definirsi anziani, il fisico degenera costantemente nel corso della vita, e lo fa già a partire dai 30 anni.
A 70 anni le persone inattive hanno a disposizione solo la metà della potenza massima raggiunta in precedenza. Se non si contrasta questo fenomeno, si perde non solo in termini di qualità della vita, ma anche di mobilità e, a lungo termine, ciò va a scapito persino dell’autosufficienza, tutte condizioni decisive che contribuiscono a conservare la voglia di vivere e motivazione.

I PRIMI A SVANIRE SONO I MUSCOLI
Il più evidente sintomo della degenerazione fisica si nota a livello della forza. La muscolatura comincia a calare già dai 20 anni e fino all’età di 45 anni la perdita è pari approssimativamente al 5% a decennio. Successivamente il calo accelera ed è pari al 10% a decennio. All’età di 80 anni si è perso quindi fino al 50% della forza.
Quando e in quale misura la muscolatura diminuisca, varia da persona a persona e, oltre ai fattori genetici, è lo sport a svolgere un ruolo cruciale in tal senso. Un allenamento mirato dei muscoli permette anche agli atleti più anziani di mantenere il livello di persone poco allenate anche di trent’anni più giovani. Persino nei novantenni è stato osservato, in seguito a un apposito allenamento, un aumento della forza del 170%. A chi pratica sport di resistenza si consiglia di abituarsi ad eseguire regolarmente esercizi di irrobustimento sin dalla giovane età.

UNA RESISTENZA INCREDIBILE
La perdita di resistenza è meno evidente nella vecchiaia rispetto alla forza, se si lavora per contrastarla. Ci sono fondisti quarantenni che sono ancora ai primi posti a livello mondiale e sessantenni che scalano le classifiche nella corsa, in bicicletta e nello sci di fondo posizionandosi tra i primi (5% dei classificati) o si sottopongono a sforzi che in precedenza sembravano impossibili. A partire dai 65 anni circa anche i più allenati subiscono però un significativo calo delle prestazioni, anche se, viste in assoluto, tali prestazioni paiono ancora incredibili.
Perfetti per la resistenza sono sport dolci, come il ciclismo, lo sci di fondo o anche il nuoto e il trekking. L’allenamento della resistenza effettuato per tutta la vita rafforza il sistema cardiovascolare permettendo di correre una maratona o un Ironman anche a ottanta o novant’anni, sempre che il sistema muscolo-scheletrico sia ancora in forma.

L’ATTIVITÀ SPORTIVA STA CAMBIANDO
Senza lo sport, invece, anche la resistenza diminuisce drasticamente in età avanzata, di circa il 15 percento a decennio. Ciò che aumenta (purtroppo) significativamente nella vecchiaia, sono i disturbi visivi, uditivi, dell’equilibrio e dell’andatura. La prestanza e l’autosufficienza sono quindi collegate a tre fattori, oltre alla forza e alla resistenza, che costituiscono la forma fisica e devono essere regolarmente incentivati: agilità, coordinazione e velocità/elasticità.
Per prevenire efficacemente le cadute occorre allenare la forza con gli attrezzi o il proprio peso, svolgere vari esercizi per migliorare l’equilibrio e la coordinazione, anche su supporti instabili e un addestramento specifico per l’elasticità, specialmente per le gambe.

I NUMERI SIGNIFICANO POCO
Dato che in termini di forma fisica ci sono grandi differenze da persona a persona, è estremamente difficile dare consigli di allenamento specifici per l’età. Anche l’usura delle articolazioni non ha luogo in base a un programma preciso. In età avanzata a un certo punto soffrono tutti di disturbi fisici, ma l’artrosi, ad esempio, dipende fortemente da fattori genetici e può cominciare già a 50 anni, mentre altri non ne soffriranno praticamente mai.
Una regola generale prevede però che, a causa della degenerazione fisica, l’attività sportiva vada adeguata all’età. Laddove cinquantenni e sessantenni possono ancora vivere le loro ambizioni sportive ed esigenze di movimento pienamente e senza disagi, con l’aumentare dell’età i limiti fisici si amplificano. Alcuni provvedimenti preventivi e di accompagnamento diventano quindi sempre più importanti per mantenere il corpo in forma.
Lo sport si trasforma inevitabilmente da un’attività prevalentemente ludica a una sempre più necessaria e programmata. Il benessere acquista importanza, il limite massimo da raggiungere perde di significato. Nel processo di invecchiamento sono fondamentali anche gli aspetti mentali. Invecchiare significa, soprattutto per gli atleti, dover accettare un cambiamento a livello di aspettative e ambizioni. Le forme preventive di esercizio come rafforzamento, allungamento, coordinazione ecc. diventano sempre più importanti e dovrebbero far parte della quotidianità.
In ogni caso vale sicuramente la pena impegnarsi. Muscoli forti proteggono le articolazioni e assicurano stabilità. Lo sport aumenta la densità ossea e quindi riduce il rischio di fratture in caso di caduta. L’attività fisica ha anche un effetto positivo sugli ormoni e facilita il controllo del peso, che diventa più difficile da mantenere in età avanzata senza attività fisica. Le persone magre, inoltre, hanno meno problemi di articolazioni. Gli sport di resistenza riducono indirettamente molti fattori di rischio responsabili dell’infarto. Un atleta di 70 anni può essere più resistente e sano di un cinquantenne non allenato. A praticare sport, poi, si può iniziare e se ne può trarre profitto anche in età avanzata.

Il nostro organismo è in grado di accompagnarci per circa 100 anni in salute

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Il nostro organismo messo nelle condizioni ottimali di funzionamento è in grado di accompagnarci per circa 100 anni in salute.
La malattia è conseguenza, a parte casi eccezionali, della perdita di equilibrio all’interno del nostro corpo.

Come sempre gli equilibri organici sono riconducibili alle nostre abitudini e all’ambiente in cui viviamo.
Quattro sono infatti i pilastri della nostra evoluzione e sono sempre loro ad esercitare su di noi una grandissima influenza nel determinare le condizioni generali.

  • L’esercizio fisico
  • il cibo che mangiamo
  • i nostri pensieri
  • l’ambiente che ci circonda inteso come atmosfera e relazioni

Questi 4 elementi determinano il mantenimento o meno delle condizioni di equilibrio attraverso il sistema ormonale
Allontanandoci troppo dalle condizioni che hanno caratterizzato la nostra evoluzione ci esponiamo a dei rischi grandissimi, come possiamo verificare dall’incremento delle patologie non trasmissibili.

Malattie moderne sono derivate solo dal cattivo stile di vita, cioè proprio dall’abbandono delle condizioni di vita abituali, come:

  • la pratica di esercizio fisico quotidiano
  • il consumare cibo fresco e stagionale
  • respirare e vivere all’aria aperta nel rispetto dei tempi della natura
  • avere una buona vita sociale ed interiore

Proviamo a mettere in relazione la nostra vita attuale con quella di solo 70 80 anni fa e capiremo che abbiamo troppo, e troppo velocemente, cambiato le nostre abitudini.

L’esercizio fisico aiuta a sviluppare e a mantenere le funzionalità cerebrali

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Si moltiplicano le evidenze scientifiche che affermano che praticare attività fisica aiuta l’essere umano, non solo ad essere più sano ed efficiente, ma anche ad aiutare lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni cerebrali.

PER I GIOVANI
Importanti studi di numerose università di prestigio hanno messo in relazione la pratica di diverse forme di attività fisica in età giovanile con l’insorgenza da adulti di patologie croniche e neuro degenerative.
Tutti gli studi confermano l’importanza e lo stretto collegamento tra la pratica di esercizio e la diminuita possibilità di ammalarsi da grandi.

PER GLI ANZIANI
L’esercizio anche in età avanzata continua ad esercitare sul cervello umano un’azione diretta per il mantenimento della sua plasticità, una vera e propria simbiosi!
Quindi non solo sviluppo ma anche mantenimento della funzionalità cerebrale.

Questi studi delle neuro scienze e neuro fisiologia in continua evoluzione sembrano confermare sempre più la teoria che tutto é correlato a tutto.

La parte immateriale – spirituale della nostra vita esercita un’azione molto forte sulla fisiologia e biologia e viceversa.

La sedentarietà per questo motivo dovrebbe essere affrontata con maggiore attenzione, sopratutto nei bambini e negli anziani che per motivi opposti hanno la massima necessità di essere riattivati.