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L’esercizio fisico aiuta a sviluppare e a mantenere le funzionalità cerebrali

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Si moltiplicano le evidenze scientifiche che affermano che praticare attività fisica aiuta l’essere umano, non solo ad essere più sano ed efficiente, ma anche ad aiutare lo sviluppo e il mantenimento delle funzioni cerebrali.

PER I GIOVANI
Importanti studi di numerose università di prestigio hanno messo in relazione la pratica di diverse forme di attività fisica in età giovanile con l’insorgenza da adulti di patologie croniche e neuro degenerative.
Tutti gli studi confermano l’importanza e lo stretto collegamento tra la pratica di esercizio e la diminuita possibilità di ammalarsi da grandi.

PER GLI ANZIANI
L’esercizio anche in età avanzata continua ad esercitare sul cervello umano un’azione diretta per il mantenimento della sua plasticità, una vera e propria simbiosi!
Quindi non solo sviluppo ma anche mantenimento della funzionalità cerebrale.

Questi studi delle neuro scienze e neuro fisiologia in continua evoluzione sembrano confermare sempre più la teoria che tutto é correlato a tutto.

La parte immateriale – spirituale della nostra vita esercita un’azione molto forte sulla fisiologia e biologia e viceversa.

La sedentarietà per questo motivo dovrebbe essere affrontata con maggiore attenzione, sopratutto nei bambini e negli anziani che per motivi opposti hanno la massima necessità di essere riattivati.

Le cattive abitudini ci intossicano lentamente

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L’abitudine è un grande vantaggio che abbiamo ricevuto per risparmiare energia e pensiero.
Ma proprio in virtù di questo le abitudini sono anche un potenziale pericolo.

Ripetere un’azione senza pensiero ci porta infatti a perdere di vista se quello che stiamo facendo nel lungo periodo è utile o dannoso alla nostra vita.

Il lato più pericoloso della maggior parte delle cattive abitudini è che non hanno effetti acuti, sono veleni a lenta cessione, ci intossicano lentamente in modo quasi impercettibile e quando i sintomi si manifestano spesso è troppo tardi, per questo motivo sono veramente subdole.
Nel caso delle abitudini alimentari e fisiologiche ad esempio servono alcuni anni prima di intravedere i segnali di disfunzionalità, cioè una perdita di efficienza dei sistemi:

  • Pensiamo al cuore nato per portare ossigeno ai tessuti a cui servono anni di sedentarietà per iniziare perdere la sua efficienza.
  • Oppure all’intestino che sopporta l’ingresso di sostanze sconosciute o modificate reagendo come natura vuole con l’infiammazione per difendersi e che, dopo qualche anno di continue infiammazioni, manifesta il suo disagio attraverso coliti, diverticoli, allergie e altro.
  • L’esempio più eclatante di cattive abitudini ormai consolidate è quello di consumare bevande e cibi ad altissimo contenuto di zuccheri aggiunti.
    Questa pessima abitudine unita all’abbandono dell’attività fisica ha generato un incremento del diabete tipo 2 del 400% in 35 anni, ma anche in questo caso non c’è nelle persone la percezione di questo disastro, in fondo non si sente male a bere un bicchiere di cola o aranciata …è la ripetizione a combinare il disastro.

Tenere monitorate le abitudini e tornare più consapevoli sarà nel futuro una delle cose più importanti da fare per conoscere la nostra salute futura e anche per evitare dissesti socio economici di cui si intravedono purtroppo segnali evidenti.

Viviamo una realtà ribaltata: piace ciò che non fa bene

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Dopo una storia fatta da millenni di evoluzione in cui sostanzialmente non abbiamo modificato di molto i nostri comportamenti, a partire  dal 1945  a causa del condizionamento effettuato dai media abbiamo trasformato quasi completamente le nostre abitudini.

UN MODELLO RIBALTATO

Sfruttando un principio ben conosciuto dalla psicologia sociale si è iniziato a costruire e comunicare un nuovo modello di benessere basato su valori e abitudini di cui solo da qualche anno stiamo capendone la pericolosità. In meno di 40 anni le persone di mezzo mondo hanno infatti iniziato a percepire il bene come male e il male come bene, un vero ribaltamento della realtà.

In particolare l’abbandono dell’attività fisica, il fumo, l’uso smodato di alcolici e cibo spazzatura e una vita dissoluta sono stati accostati grazie a film e sapienti spot pubblicitari a una vita da “goditori” e il modello in uso per millenni fatto al contrario di un uso sapiente della fisicità, un approccio responsabile al cibo e di una vita equilibrata degradato a “una vita di sacrifici e privazioni”.

In poche parole si è ribaltata la realtà, il piacere viene accostato ad una vita dissoluta che ci ammala e il dolore allo stile di vita in grado di darci gioia e salute.

 

IL POTERE DEL CONDIZIONAMENTO SOCIALE

L’essere umano è attratto naturalmente per motivi di sopravvivenza da ciò che può garantirgli sopravvivenza e quindi dai comportamenti potenzialmente salutari ma sconta un grande problema , quello del condizionamento sociale. Siamo infatti fortemente e facilmente influenzabili e molto abitudinari, tendiamo a seguire il gruppo perché istintivamente crediamo che “se lo fanno tutti” abbiamo fatto una buona scelta, e ci sentiamo rassicurati.
Proprio su questo ha fatto leva il mondo della pubblicità.

 

LA CONSAPEVOLEZZA

Oggi abbiamo capito che mangiare i cibi suggeriti dalle pubblicità ci ha condannati alla dipendenza da zuccheri, che la sedentarietà è la peggiore disgrazia che possiamo infliggere alla nostra vita e che il sacrificio e la rinuncia sono il prezzo da pagare quando iniziamo a perdere funzionalità a causa di cattive abitudini e non il contrario.

Dobbiamo essere consapevoli e ricordare da dove veniamo altrimenti rischiamo come successo in questi 70 anni di smarrire la retta via finendo per cadere in una trappola mortale per l’umanità.

Come mantenere il nostro equilibrio chimico? Bilanciando 4 ambiti fondamentali

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L’essere umano quando nasce in salute è dotato di un equilibrio chimico perfetto.

Successivamente le nostre abitudini e comportamenti iniziano a modificare questa situazione e tanto più ci allontaniamo dalle condizioni iniziali dettate da una evoluzione millenaria, tanto più ci esponiamo a rischi come la perdita di funzionalità e l’indebolimento delle nostre difese immunitarie.

Le abitudini in grado di sbilanciare le nostre condizioni interne sono riconducibili a quattro grandi ambiti:

Ambiente
Ciò che ci circonda, inteso come clima atmosferico e clima emotivo

Cibo e bevande
Ciò di cui ci nutriamo

Attività Fisica
Dose e tipo di movimento praticato

Psicologia
strettamente connessa alla socialità e al clima emotivo in cui ci troviamo, elementi in grado di modificare il nostro “sentire”

 

 

In realtà, negli anni, dopo migliaia di osservazioni ricerche e condivisioni abbiamo verificato che questi quattro fattori sono strettamente legati e connessi l’uno con l’altro influenzandosi a vicenda ma con una scala di importanza a nostro modo di vedere non identica.

Le persone che perdono equilibrio psicologico cadono infatti facilmente preda di cattivi comportamenti come l’abbandono di una quota di attività fisica che a sua volta spinge verso cattive abitudini alimentari (i sedentari hanno maggiori probabilità di abusare di cibo fumo e alcol) e tutto questo porta ad un peggioramento della vita sociale e spinge pericolosamente verso l’insoddisfazione, l’isolamento, l’ansietà e la depressione.

Imparare a gestire correttamente questi quattro grandi “driver” avvicinerebbe le persone alla consapevolezza, all’autodeterminazione delle migliori condizioni organiche possibili, con potenziamento della capacità di autocura dell’organismo.

Quando le condizioni chimiche interne sono in equilibrio, la probabilità di contrarre una malattia sono veramente ridottissime, oltre a garantire una straordinaria qualità della vita.

Anche l’attenzione all’ambiente risente delle condizioni di salute delle persone: persone consapevoli e responsabili sono infatti più orientate a valutare l’impatto che i loro e gli altrui comportamenti hanno sul pianeta e sugli altri rispetto a persone con maggiori problemi psicologici.

Il nostro organismo ci aiuta continuamente informandoci di ogni perdita di equilibrio sia fisiologica che psicologica e ambientale.
Il problema è che oggi spesso sopprimiamo i messaggi senza più essere capaci di interpretarli, finendo per peggiorare sempre di più le nostre condizioni di vita.
Ma sarebbe sufficiente un minimo di formazione e informazione per recuperare questa fondamentale capacità.

NON STAI RESPIRANDO CORRETTAMENTE – LO SAPEVI?

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Tornare bambini con la respirazione diaframmatica

Lo sapevi che non stai respirando correttamente?
Esiste infatti un altro metodo di respirazione rispetto a quella che noi utilizziamo quotidianamente.

 

Si chiama respirazione diaframmatica, ciò perché mette in primo piano l’azione del diaframma, un muscolo da molti considerato di importanza marginale, ma in realtà, primario nell’inspirazione.

Questo tipo di respirazione è spesso consigliata dai medici per risolvere problemi quali il mal di schiena e trova radici profonde nelle culture orientali.

Essa è, inoltre, raccomandata durante le attività sportive, poiché permette di avere un apporto di ossigeno ottimale e svolgere le attività fisiche in modo più sicuro, evitando la sensazione di fiato corto e pressione a livello pettorale ed addominale date dalla respirazione toracica.

I vantaggi della respirazione diaframmatica sono:

  • miglior funzionalità cardiovascolare
  • miglior ossigenazione dei tessuti
  • diminuzione dello stress
  • miglior funzionalità viscerale
  • miglior postura

 

Sapevi che noi nasciamo effettuando la respirazione diaframmatica?
Perché allora perdiamo la conoscenza di questa tecnica respiratoria così vantaggiosa?

La risposta è molto semplice, crescendo aumentano pensieri e stress e, di conseguenza, non si fa più caso alla respirazione corretta e, sempre più spesso, si utilizza quella toracica che consiste in atti brevi e veloci, ma che porta alla carenza di ossigeno.

Quali abitudini è bene monitorare per vivere un buon 2019?

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La salute vista sotto la lente delle abitudini

Dopo le recenti scoperte nel campo della medicina che hanno ridimensionato l’importanza della genetica a favore dell’epigenetica le ricerche scientifiche stanno avvalorando sempre più l’idea che le nostre abitudini decidono moltissimo della nostra salute, compreso quelle relative al sentire oltre che al fare e al mangiare.

Tutto diventa abitudine e dietro questo vantaggio apparente si nasconde il problema di smettere di valutare se le abitudini che abbiamo sono a nostro favore o contro di noi.

Le osservazione fatte portano ad intuire che le abitudini personali possono essere una risposta a molte domande della medicina.

La scienza ha dimostrato quanto le abitudini come la sedentarietà e la cattiva alimentazione apparentemente innocue siano nel lungo periodo devastanti per la nostra sopravvivenza.
Le nuove frontiere della psicologia e della medicina stanno però ponendo l’attenzione anche su altre abitudini meno tangibili, come le relazioni e i pensieri: è ormai certezza che le nostre e le altrui parole così come i nostri pensieri possono diventare farmaci con grandissima influenza sulla nostra salute e su quella degli altri.

Giovani e meno giovani devono tornare consapevoli e monitorare periodicamente le loro abitudini, ricordando che non possiamo staccarci troppo da quelle che hanno contraddistinto la nostra evoluzione.

8+8+8 = equilibrio e benessere per la tua giornata

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Storicamente l’essere umano ha sempre diviso la sua giornata ( …che giova ricordarlo è sempre stata di 24 ore… ) in tre grandi comparti.

  1. la vita lavorativa dove ci occupiamo di produrre attraverso lavoro fisico o intellettuale la ricchezza per poter vivere dignitosamente
  2. il riposo, necessario per rigenerare sia fisico che mente dalle fatiche quotidiane
  3. la vita sociale

All’interno del terzo comparto ci sono comprese tutte le cose che contribuiscono di più al nostro benessere interiore.
L’amore, il gioco, la condivisione, il coltivare le nostre passioni sono attività indispensabili per farci “sentire ” bene modificano in meglio la nostra chimica organica.

 

Oggi la scienza ci ha dimostrato quanto il sentirci bene, la presenza e il conforto di altri esseri umani siano decisivi al fine di mantenere un buon stato di salute generale e un buon equilibrio psico fisico.
La vita sempre più frenetica e il conseguente slittamento funzionalistico stanno purtroppo mangiando quasi completamente la parte più bella della nostra vita.
Ci troviamo a limitare o eliminare addirittura tutti gli spazi ricreativi e creativi che hanno contraddistinto la nostra storia evolutiva.

Per mantenere un equilibrio perfetto l’ottimale sarebbe dividere in tre parti precise la nostra giornata:

  • 8 ore di lavoro
  • 8 ore di sonno-riposo
  • 8 ore per noi per le persone che amiamo per la nostra salute per la riflessione e per le nostre passioni

Questi ritmi sono incisi dentro di noi da millenni e allontanarci troppo da questi ci provoca squilibri ormonali che paghiamo a caro prezzo.
Proviamo a verificare quanto abbiamo “mangiato ” del terzo dedicato al sentire e consapevolmente cerchiamo di riequilibrare più possibile la nostra vita.
Conviene a tutti…per mille motivi.

Sonno e salute: utili consigli per dormire meglio

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Il sonno è un fattore decisivo per la nostra salute: riposare profondamente per almeno 6-7 ore a notte è essenziale per mantenere buone condizioni di salute e di efficienza psico fisica.

 

QUALI DANNI SUL NOSTRO ORGANISMO?

La ricerca scientifica ha verificato quanto sia grande l’impatto che la mancanza o carenza di sonno abbia sul nostro organismo.
Dormire meno di sei ore ci espone al rischio di ingrassare e di avere incidenti di ogni tipo, incrementa ansia e depressione, abbassa le nostre difese immunitarie, aumenta il rischio di sviluppare patologie croniche gravi, quali diabete, artrite , tumore mammario, malattie polmonari, malattie da reflusso gastroesofageo, disfunzioni tiroidee, morbo di Parkinson e Alzheimer.
La mancanza di sonno è associata anche a patologie che interessano il cuore e il tessuto cerebrale, cosi come la memoria e la fertilità.
Inoltre, un’impossibiltà di recupero adeguato impedisce alle nostre cellule di rigenerarsi e rinnovarsi, facendoci invecchiare precocemente.

 

CONSIGLI UTILI PER UN SONNO RISTORATORE

Le ore migliori per il riposo notturno sono quelle che vanno dalle 22.00 alle 6.00/7.00 del mattino nel rispetto del ciclo naturale di sonno-veglia dettato dalla luce solare per millenni.

La migliore qualità del sonno, altro elemento fondamentale per la nostra salute, dipende molto dalle nostre abitudini.

Sarebbe preferibile evitare:

  • cene pesanti  dopo le 20-20.30
  • assumere carni la sera
  • stare connessi ad internet ed utilizzare pc o smartphone dopo le 21
  • praticare attività fisica per la forza in tarda serata

E’ consigliabile al contrario:

  • cene leggere a base di vegetali e pesce
  • respirazione profonda camminando all’aria aperta
  • ascolto di musica emozionale

L’ultimo elemento decisivo al fine di determinare una buona qualità del riposo è come sempre l’attività fisica, che dovrebbe essere prevalentemente aerobica e praticata quotidianamente.

Le persone che praticano regolare attività fisica,  infatti, riposano meglio, godono di un sonno profondo e ristoratore e hanno facilità ad addormentarsi.

Quanta acqua bevi al giorno? Ecco perchè è importante

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L’acqua è l’elemento chiave per la vita dell’essere umano. 

Dall’acqua dipende la nostra sopravvivenza e quella del nostro pianeta, senza non c’è vita per noi, per gli animali, per le piante.
Noi siamo fatti di acqua per il 75% circa.
Possiamo resistere senza mangiare per oltre un mese, ma sono sufficienti pochi giorni senza bere per morire.

L’acqua e lo sport

Per un atleta impegnato in uno sforzo fisico, perdere il 5% di acqua vuol dire ridurre di oltre il 20% le capacità di lavoro. Perdite superiori portano a perdita di coordinazione, di conoscenza e morte.
Quindi è veramente inutile, oltre che pericoloso, fare attività troppo vestiti o peggio indossando guaine o indumenti impermeabili.

 

I benefici dell’acqua

L’acqua interviene in tutti i processi del nostro organismo, tanto per ricordarne alcuni:

  • il già citato lavoro muscolare
  • mantiene il sangue alla corretta fluidità
  • accelera o rallenta i processi digestivi
  • agevola l’evacuazione dei prodotti di scarto
  • abbassa la temperatura corporea, svolgendo le funzioni di pompiere ogni volta che il nostro corpo si surriscalda (cervello compreso )
  • permette di aprire e chiudere gli occhi mantenendo lubrificati i globi oculari
  • idrata le articolazioni
  • mantiene la pelle giovane ed elastica
  • L’acqua è un elemento imprescindibile per il nostro organismo, svolge funzioni vitali mantenendo un corretto equilibrio nei tessuti
  • alimenta la circolazione linfatica
  • L’acqua è l’elemento necessario al nostro corpo per potersi ripulire dalle tossine e dai prodotti di scarto, che il nostro metabolismo produce o che immettiamo attraverso la respirazione o il contatto con sostanze inquinanti.

 

Quanto e come bere

Durante l’attività fisica è consigliabile bere acqua fresca intorno ai 10-12 gradi, perché a questa temperatura il nostro stomaco riesce a distribuirla più rapidamente rispetto a temperature superiori o inferiori nella giornata.

Bevete almeno due litri di acqua al giorno, meglio se ben ripartiti nella giornata.

Attività fisica, buone abitudini e produttività aziendale sono correlate?

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Un bellissimo studio realizzato nel 2014 delle Università Bocconi e Bicocca di Milano dimostra che la sedentarietà, oltre ad essere la principale responsabile delle patologie croniche, è anche associata ad ulteriori cattive abitudini come il fumare, abusare di cibo e alcol, avere minore fiducia negli altri e una peggiore vita sociale.
Questo studio, con il supporto di dati statistici, fornisce inoltre una spiegazione sul perché le persone attive fisicamente e con atteggiamento responsabile verso la salute si rivelano collaboratori più produttivi e meno inclini al conflitto.

Le persone fisicamente attive hanno infatti bassi livelli di conflittualità e livelli di fiducia e propensione a lavorare in team molto superiori rispetto ai sedentari.

Tutto questo contribuisce a creare un clima aziendale migliore, motivante e soprattutto collaborativo e proattivo: le condizioni ideali per la crescita e il profitto.

Tutte le aziende che hanno investito nel cambiamento delle abitudini dei propri dipendenti e manager hanno ottenuto risultati dal punto di vista economico molto molto interessanti.

Già nel 2012 al World Economic Forum di Davos era emerso che ogni euro investito sulla salute dei dipendenti avrebbe generato un ROI da 4 a 8 volte superiore.

Un miglioramento delle abitudini generali, quindi anche psicologiche e alimentari, porterebbe un ulteriore miglioramento della produttività aziendale oltre a creare le migliori condizioni “ambientali” affinché la forza lavoro risulti fidelizzata all’azienda.

Attuare strategie di diffusione della cultura della salute in azienda risulta quindi più che opportuno anche dal punto di vista economico.