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In Che Modo L’Esercizio Fisico Può Migliorare L’Umore?

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Fare attività fisica regolarmente è utile per prevenire e alleviare diversi problemi di salute come il diabete, la pressione alta, le malattie cardiache e l’obesità. L’esercizio fisico aiuta altresì a migliorare l’umore e a sentirsi meglio con se stessi. Quando ci si allena, il corpo rilascia sostanze chimiche che aumentano il senso di benessere e sopprimono gli ormoni che causano lo stress e l’ansia. L’attività fisica è dunque uno strumento efficace anche contro la depressione.

Esercizio fisico e aspetti neurochimici

Quando si svolge un’attività fisica, il cervello produce endorfine, ovvero sostanze chimiche che hanno capacità analgesiche, e aiutano pertanto a rilassarsi.

Le endorfine vengono classificate come neurotrasmettitori, e aiutano a migliorare l’umore e il senso di soddisfazione. In alcuni casi, le endorfine possono anche portare a uno stato di euforia. Per esempio, quando ci si allena per un lungo periodo di tempo si può avere il cosiddetto “runner’s high”, o sballo del corridore, ovvero una sensazione di esaltazione/allegria dovuta proprio all’eccessiva e intensa attività fisica che porta a una produzione abbondante di endorfine.

L’esercizio fisico promuove dunque il rilascio di endorfine, e riduce inoltre l’attività di ormoni come l’adrenalina e il cortisolo (ormone dello stress), che invece sono legati a sentimenti di ansia e tensione.

Benefici emotivi dell’attività fisica

Lo stress in eccesso è uno dei mali più complessi e difficili da debellare, nonché uno dei più pericolosi per la salute dell’organismo. Può dar vita a un vero e proprio circolo vizioso di pensieri negativi e preoccupazioni, accompagnati da disturbi fisici come problemi digestivi e indolenzimento muscolare.

L’esercizio fisico regolare è un ottimo modo per distrarsi e staccare la spina dal lavoro e dagli altri impegni quotidiani, sia se ci si allena da soli, a casa, sia se lo si fa compagnia, ancor meglio all’aria aperta. Spesso, fare sport è uno dei modi migliori per socializzare e per conoscere nuove persone, con cui magari si condividono gli stessi interessi. Tra le attività più indicate e più semplici per godere dei benefici del movimento fisico troviamo la camminata, preferibilmente di gruppo, oppure la corsa.

Se si è in sovrappeso, l’esercizio fisico regolare, insieme a una dieta equilibrata, è la chiave per eliminare il grasso, stare più in forma e sentirsi più sani. In questo modo è possibile ridurre notevolmente il rischio di malattie croniche, che sono tra le principali cause dello stress e dell’ansia. Inoltre si aumenta l’autostima e la soddisfazione.

Esercizi per migliorare l’umore

 Per migliorare l’umore è possibile fare una qualsiasi attività fisica a cui si è interessati davvero, in modo da svolgerla regolarmente e con piacere. Anche solo camminare apporta notevoli benefici alla salute psico-fisica, basta farlo con costanza, almeno a giorni alterni.

Altre attività molto efficaci contro lo stress sono lo stretching, lo yoga, il Tai Chi, il Qì Gōng, la meditazione, la respirazione profonda, e il rilassamento muscolare progressivo. È inoltre possibile eseguire faccende come il giardinaggio e la pulizia della casa, che spesso aiutano a scaricare le tensioni, e senza dubbio costituiscono un buon esercizio fisico.

Per maggiori informazioni
info@olympiascenter.com
+390434733011

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Green gym, tenersi in forma con il giardinaggio! Relax e altro ancora.

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Arriva dal Regno Unito una nuova attività fitness che potrebbe fare tendenza: la Green gym, che consente di mantenersi in forma facendo giardinaggio, ovvero zappando, seminando e più in generale coltivando.

Questa disciplina è nata una quindicina di anni fa per merito del medico britannico William Bird che, anche grazie ai suoi oltre seimila seguaci, è stato insignito del titolo di Membro dell’ordine dell’Impero britannico dalla Regina Elisabetta II. In virtù della sua semplicità e del fatto che viene svolta all’aria aperta a diretto contato con la natura, la Green gym non ha faticato a conquistare numerosi cittadini del Regno Unito e si sta diffondendo anche oltre i confini nazionali.

Una recente ricerca condotta dalla Oxford Brookes University ha fatto luce sui benefici di questa “nuova” forma di attività fisica che a quanto pare gioverebbe alla capacità respiratoria, al sistema cardiocircolatorio e muscolare e, dulcis in fundo, all’umore. È infatti risaputo che il diretto contatto con la natura ha un forte potere rilassante e antidepressivo, mentre la semplicità e la varietà dei gesti compiuti assicurano un condizionamento completo di tutto il corpo, implicando un elevato dispendio calorico e favorendo così il dimagrimento e la tonificazione muscolare.  A tutto ciò va aggiunta la soddisfazione derivante da un’attività fisica che non è fine a se stessa e regala il piacere di vedere la propria fatica trasformarsi in un giardino o in un orto ben curato.

Per ottenere i primi risultati è sufficiente “allenarsi” almeno una volta alla settimana e non serve prendersi cura di grandi appezzamenti: è sufficiente un piccolo pezzo di terra o addirittura una terrazza spaziosa che possa ospitare un certo numero di vasi e tutto l’occorrente per il giardinaggio e/o la cura di un orto.

Buonsenso e relax

Si inizia con un “riscaldamento muscolare”, che ogni attività fisica richiede: se avete in previsione lavori pesanti, sciogliete i muscoli con allungamenti delle braccia e della schiena, torsioni del busto, piegamenti sulle gambe, saltelli sul posto.

Sempre nell’ottica di un mix fra buonsenso e divertimento, fermatevi a riposare nel mentre di un’operazione particolarmente faticosa: possono bastare 5 minuti. Se potate, alternate ogni 15 minuti le diverse attività, in modo da utilizzare parti del corpo e gruppi muscolari diversi: per esempio dopo un trapianto chinati provvedete all’annaffiatura, dopo la potatura di qualche metro di siepe raccogliete la risulta da terra ecc.

Naturalmente, non impegnatevi in operazioni che già in partenza appaiono faticosissime, oltre che magari complicate: l’abbattimento di un albero è attività da professionista perché è veramente impegnativa (e pericolosa).

Nell’accingervi a un’attività, cercate sempre la posizione migliore per operare: anziché allungarvi pericolosamente su sostegni precari e improvvisati, utilizzate scale e sgabelli solidi e robusti per tenere le braccia all’altezza giusta.

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Aumentare la massa muscolare? dipende da vari fattori

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Allenamento, Alimentazione, Riposo e Recupero 
Sono questi i quattro fattori che bisogna tenere in considerazione per aumentare la propria massa muscolare.
Ci si allena, si mangia, si dorme, si recupera e si cresce. Il discorso è semplice. Ma allora com’è possibile che ogni settimana esca un nuovo articolo in cui personaggi più o meno qualificati illustrano le loro tecniche segrete per aumentare muscoli e definizione?

  • Forse perché aumentare la propria massa muscolare non è poi così facile? Sicuramente.
  • Forse perché attorno a questa difficoltà ruota un business molto redditizio? Sicuramente.

Intensità di allenamento, numero di serie e ripetizioni

Prendiamo per esempio l’heavy duty e riportiamo una caratteristica di questa tecnica:

Mentezer sostiene che un atleta natural deve concentrarsi su monoserie protratte fino al totale esaurimento muscolare. Solo in questo modo potrà verificarsi un aumento della massa muscolare

Prendiamo ora in considerazione il metodo Weider con un pensiero di Arnold Shwarzeneggher:

Arnold sostiene che la differenza che contraddistingue un campione da un perdente sta nella capacità di superare la fatica delle ultime ripetizioni, di spingersi oltre, questo è uno dei segreti per aumentare la propria massa muscolare.

Qual è il principio fisiologico comune che rende entrambe le teorie valide?

Per aumentare la propria massa muscolare l’allenamento diventa efficace solo se il numero di unità motorie sfinite è consistente. Poco importa il numero di ripetizioni o di serie compiute, l’importante è raggiungere l’esaurimento muscolare. A questo punto l’unico parametro importante diventa l’esperienza e la determinazione dell’atleta.

A conferma di ciò riportiamo un pensiero dell’otto volte Mr. Olympia Ronnie Coleman sul numero di ripetizioni ottimale per stimolare la massima crescita muscolare

“Puoi contare quello che ti pare, ma non contare sui conti per sviluppare al massimo i muscoli. C’è chi continua a sfornare dati per dimostrare che un certo range di ripetizioni o numero di serie o ciclo di allenamento o altro rappresenta la soluzione ideale. In realtà, il parametro per valutare l’efficacia dell’allenamento è il pompaggio che si crea nei muscoli stimolati. Sento sempre commenti relativi ai carichi, all’alto numero di ripetizioni e agli esercizi che utilizzo, ma nessuno sembra comprendere che ogni mia scelta è dettata dalla necessità di produrre una determinata sensazione nei muscoli. Non affronto l’allenamento con l’ossessione di sollevare un determinato carico o di completare un dato numero di ripetizioni. Il mio obiettivo è usare i carichi, il numero di ripetizioni e di serie necessari per pompare a fondo e in modo completo il gruppo muscolare allenato.
La scoperta del rapporto ideale di carico e ripetizioni per suscitare questo risultato non è affatto semplice e richiede molta sperimentazione” Tratto da flex online

Alimentazione ed Integrazione

Altro punto fondamentale.

Per garantire il massimo sviluppo muscolare bisogna fornire ai muscoli tutte le sostanze nutritive di cui necessitano per crescere.

Gli alimenti sono costituiti, in misura differente, da macro e micronutrienti. Nella prima categoria rientrano carboidrati, grassi e proteine, mentre nella seconda rientrano minerali e vitamine a cui aggiungiamo per completezza l’acqua.

Che non esistano cibi magici o completi è risaputo. Nessun alimento di per sé è in grado di fornire tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni, per questo uno dei primi consigli che vengono dati è quello di seguire una dieta varia. Il secondo punto riguarda il concetto di “equilibrio”, la capacità, cioè, di assumere tutti i nutrienti nelle giuste proporzioni. Ed è proprio su questo punto che si accendono i dibattiti.

Quanti grammi di proteine per kg servono al giorno? 1g, 1,5g, 2g, 2,5g?! La risposta? Non può essere che una… dipende! E da cosa dipende? Dal tipo di allenamento, dalla percentuale di massa grassa, dalla capacità dell’organismo di assorbirle, dal recupero, dall’equilibrio ormonale, dal tipo di proteine assunte, dallo stile di vita, dalla forma di assunzione, dalla presenza nel pasto di altri alimenti che ne favoriscono l’assorbimento e chi ne ha più ne metta.

Ma allora?!

Allora lasciate perdere tutte quelle mode alimentari, evitate di calibrare la vostra dieta con il bilancino, di assumere 10 tipi diversi di integratori al giorno e createvi una sana cultura alimentare:

leggete le etichette delle barrette, siete davvero convinti che sciroppo di glucosio e grassi vegetali idrogenati siano davvero l’ideale per aumentare la vostra massa muscolare?

Mangiate la bresaola, poiché contiene molte proteine e pochi grassi, giusto, perfetto, ottima scelta! E i nitriti dove li mettiamo?

E il tonno al naturale, che dire, 26 grammi di proteine su 100 non sono poche! E il mercurio dove lo mettiamo??!

Discorso analogo per i residui ormonali che si possono trovare nelle carni

E vai con i cibi integrali, hanno un indice glicemico basso, l’ideale per crescere senza ingrassare! E i residui che si accumulano nella parte esterna del chicco che normalmente viene eliminata ma che nelle farine integrali viene macinata dove li mettiamo?

Avete mai pensato che un eccesso di nutrienti potrebbe ostacolare la crescita tanto quanto un difetto?

Non sarà quell’integratore dalle tanto pubblicizzate proprietà a farvi crescere così come non sarà quella fetta di dolce a trasformarvi in un ammasso di lardo! E’ l’insieme che conta, il sottile equilibrio tra alimentazione, integrazione, allenamento riposo e recupero.

Articolari correlati: integratori per aumentare la massa muscolare.

Riposo e Recupero

massa muscolare

E voi dove vi collocate?

Pensate davvero di recuperare il pesante workout del venerdì sera, passando la nottata in qualche discoteca tra alcol e fumo di sigaretta?

Allora prima di chiedervi quanto bisogna recuperare, chiedetevi prima come bisogna recuperare. A parità di tutti gli altri fattori (alimentazione, allenamento, genetica ecc.), recupera prima un manovale edile o un impiegato?

Allora come si fa ad affermare che per recuperare da un allenamento intenso occorrono 24, 46, 72 o  96 ore? Dipende.. .

Per concludere

Il segreto per massimizzare i guadagni di massa muscolare risiede nell’esperienza accumulata nel corso degli anni. Tale esperienza deriva a sua volta dalla determinazione del soggetto, dalla costanza con la quale affronta gli allenamenti ma anche dalla sua capacità di esaminare le varie tecniche con occhio critico, di sperimentarle e di trarre le opportune conclusioni.
Tratto da www.my-personaltrainer.it

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4 allenamenti fondamentali per la salute!

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Ai giorni nostri l’importanza dell’attività fisica è stata riconosciuta, sia da parte di uomini e donne di ogni età, razza e condizione socio-economica, che da parte dei medici. Infatti, seguendo le loro interviste, è possibile notare che concludono sempre affermando che per star bene con se stessi, è necessario seguire una buona alimentazione e fare attività fisica.
Nella società in cui viviamo, il ritmo di vita al quale siamo sottoposti è davvero frenetico, quindi trovare un po’ di tempo da dedicare a se stessi diventa molto difficile ma, nonostante ciò, la maggior parte della popolazione cerca di trovare un po’ di spazio durante la giornata.
Le esigenze ed i motivi che spingono una persona a fare attività sportiva sono molteplici, come ad esempio:

  1. eliminare lo stress accumulato durante la giornata
  2. miglioramento dell’attività cardio respiratoria
  3. recupero funzionale
  4. dimagrimento
  5. potenziamento muscolare
  6. ed altri ancora.

Tali obiettivi si possono raggiungere con un programma personalizzato per ogni esigenza.
Dopo questa breve introduzione, vorrei puntualizzare quanto segue:

  1. un buon apporto calorico all’organismo, associato ad una buona attività fisica è in grado di sviluppare la muscolatura ed eliminare i depositi adiposi.
    ** un consiglio che do sempre a tutti è quello di bere molta acqua durante il giorno e di evitare gli spuntini fuori pasto; sono consentiti solo quelli di meta’ mattina e meta’ pomeriggio a base di frutta.
  1. Quando ci sentiamo in forma, ci sentiamo bene con noi stessi ed interagiamo col mondo esterno in modo più sereno.

Oggi con le nuove tecniche è possibile proporre a chiunque di avvicinarsi al mondo dello sport ed, in particolare alla palestra, poiché in relazione alla diverse età è possibile differenziare gli allenamenti:

Pilates

Questa disciplina, comprende un lavoro sinergico tra corpo e mente, migliora la postura, la flessibilità , la forza muscolare, la concentrazione e la respirazione.
Queste tecniche di allenamento sono consigliate a tutti.

Tonificazione in sala pesi

Questo tipo di allenamento consiste in un lavoro che richiede l’utilizzo di manubri, bilancieri ed attrezzi sia per migliorare la funzionalità cardio vascolare che la tonicita’ muscolare.
Per particolari tipi di soggetti è possibile concentrare il lavoro sulle macchine cardio, associando solo pochi esercizi a corpo libero.
Questo sport è consigliato a coloro che vogliono acquistare tonicita’ muscolare, massa muscolare, dimagrire e fare esercizi di riabilitazione post operartori.

Tonificazione a corpo libero

Questa attivita’ consiste in esercizi a corpo libero, a tempo di musica con e senza l’utilizzo dello step.

Esercizi con Fit Ball

Questo tipo di allenamento è consigliato a chiunque, permette di effettuare tutti gli esercizi di tonificazione, addominali, rilassamento muscolare, soprattutto quello della schiena.
per quest’ultimo punto, vorrei sottolineare il fatto che la fit ball è un attrezzo che è consigliato a chi ha problemi di schiena, proprio per la sua capacita’ di seguire la colonna vertebrale proteggendola ed evitando spiacevoli dolori.

Per concludere possiamo affermare che uno stile di vita attivo aumenta la qualita’ della vita stessa ed un aumento graduale dell’attivita’ fisica contribuisce alla diminuzione del rischio di malattie cardiache.
Tratto da http://www.my-personaltrainer.it

L’importanza del piede nello sport

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L’attività sportiva è associata ad un uso ripetitivo di strutture biomeccaniche.Il piede in particolare è sottoposto a sollecitazioni molto intense in quanto sorregge il peso del corpo. La comparsa di sintomatologie dolorose a carico del piede e secondariamente a carico di altre strutture, ginocchio in particolare, si verifica sia come conseguenza di problematiche intrinseche al piede stesso (piattismo ad esempio) sia come conseguenza di errata esecuzione del gesto atletico.

Questo può portare ad un non corretto scarico a terra dei piedi ed a sollecitazioni anomale sulle strutture ossee, articolari e tendinee del piede e di altre parti degli arti inferiori ed anche della colonna vertebrale, determinando problematiche anche a distanza non immediatamente valutate, ad una primaria alterazione dell’appoggio del piede stesso. Da considerare che anche piedi apparentemente normali possono determinare problematiche del genere. Si dovrà quindi valutare, possibilmente in via preventiva, ma soprattutto in caso di insorgenza di sintomi anche minimi in soggetti praticanti attività sportiva intensa, l’appoggio del piede sia in condizione statica che in condizione dinamica.

Considerando che il piede prende contatto con il terreno durante la corsa migliaia di volte ogni ora, si capisce coma anche alterazioni minime dell’appoggio possano determinare patologie da sovraccarico a diversi livelli del corpo umano. Spesso queste problematiche esplodono in situazione di aumento del carico dell’allenamento determinando una grave e prolungata riduzione della capacità prestativa agonistica dell’atleta. Si può cosi spiegare l’insorgenza di fratture da fatica, tendinopatie, contratture o rotture delle fibre muscolari, ed altro.

Una eccessiva pronazione del piede si può verificare sia in caso di alterazione congenite (metatarso varo congenito, ecc.) che di alterazione posturali

  • piede calcaneo valgo,
  • retro piede varo
  • piatto
  • ecc…

La massima pronazione si verifica comunque nel piede piatto. Anche deformità del ginocchio (varismo o valgismo) dell’anca (displasia) o delle ossa dell’arto inferiore (antiversione femorale o torsione tibiale) possono determinare una eccessiva pronazione compensatoria.

Come conseguenza soggetti con esagerata pronazione presentano una intrarotazione della tibia con maggiore rotazione del ginocchio, durante la corsa. Tutto questo associato ad una extrarotazione del femore sottopone l’articolazione del ginocchio ad una maggiore situazione stressante. Anche la fascite plantare, una talalgia o l’insorgenza di uno sperone calcaneare inferiore possono dipendere da una esagerata pronazione. Un piede irrigidito nella fase di appoggio, come accade al piede valgo, determina un abnorme supinazione.

In questo caso il piede non prona normalmente durante la fase di appoggio con il risultato di un alterato scarico a terra del peso del corpo durante la fase di appoggio.

Anche questo caso può determinare problematiche dolorose come la fascite plantare conseguente ad un aumentato livello di stress a carico della fascia plantare, dovuto ad una eccessiva rigidità del piede durante l’appoggio. Questo può anche determinare una compressione del nervo plantare (neuroma di Morton) con dolore molto marcato.

Frequenti sono quindi le metatarsalgie le tarsalgie e le sindromi dolorose a carico del tendine di achille.

In studi recenti in podisti si è vista una frequente associazione della fascite plantare con il varismo dell’avampiede e della talalgia e della tendinite achillea con i piedi cavi valghi o con varismo del retro piede. Negli atleti dediti alla corsa i pronatori o i supinatori sono molti, in conseguenza non solo di deformità del piede, ma anche di una non corretta esecuzione del gesto atletico.

Per prevedere le problematiche dolorose a livello del piede ma anche delle ginocchia e della colonna vertebrale, sia a carico dei legamenti che ossa che muscoli, si deve quindi fare molta attenzione al gesto atletico. Importante è inoltre inserire negli allenamenti periodi di corsa a piedi nudi o esercizi atti a far lavorare muscoli tendenzialmente poco utilizzati ma importanti per la statica e la dinamica del piede, spesso impigriti da non uso o da scarpe eccessivamente rigide.

L’uso del plantare fatto su misura considerando sia la statica che la dinamica di quel piede in quell’atleta, potrà permettere uno scarico del peso a terra più adeguato, ed una protezione delle strutture muscolo tendinee maggiormente sottoposte a stress. L’importante è che tale plantare quando occorre, sia modificato anche in rapporto alle sensazioni ed alle esigenze dell’atleta e tutto questo presuppone una stretta collaborazione tra l’atleta stesso, il fisioterapista ed il tecnico ortopedico esecutore del plantare.

Da rilevare come le correzioni devono, se possibile, anticipare periodi di carico intenso, ed avvenire in un periodo nel quale sia possibile lavorare con gradualità su un riequilibrio globale.

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Blocchi mentali: come superare un blocco psicologico!

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A tutti noi è capitato almeno una volta di avere una battuta di arresto. Ecco cosa sono i blocchi mentali e quali sono le strategie più efficaci per liberartene.

“Più è grande l’ostacolo, maggiore è la gloria nel superarlo.”
Molière.

Scommetto che questa scena ti è familiare: c’è un certo risultato che vorresti ottenere (nello studio, nel lavoro o nella tua sfera personale). Sai più o meno quello che dovresti fare per ottenerlo. Eppure ti ritrovi completamente bloccato. È come se ti fossi schiantato contro un muro psicologico apparentemente insormontabile. Nonostante tutti i tuoi sforzi, sei lì, fermo al punto di partenza. E più passa il tempo e più le tue riserve di motivazione iniziano a scarseggiare. Fuochino?! Beh, questi “muri psicologici” contro cui ogni tanto andiamo a sbattere prendono il nome di blocchi mentali e al termine di questo articolo saprai esattamente cosa sono e come superarli ogni volta che ti ritrovi a farci i conti.

Cosa sono i blocchi mentali?

Non esiste un’unica definizione di blocco mentale, possiamo infatti individuarne due tipologie.

  1. I blocchi mentali derivanti da traumi psicologici. In questo caso il cervello reprime i pensieri e i ricordi dolorosi legati ad un evento traumatico.
  2. I blocchi mentali derivanti da semplici inibizioni. In questo caso il cervello non è in grado di sviluppare una determinata linea di pensiero, e mette in atto tutta una serie di comportamenti di autosabotaggio che ci allontanano dai nostri obiettivi.

Se il tuo blocco mentale appartiene alla prima categoria, smetti di leggere. Io non sono uno psicoterapeuta e tu non troverai la tua soluzione online.
Se al contrario non hai subito nessun particolare trauma nella tua vita, ma ogni volta che rincorri i tuoi sogni ad un certo punto ti blocchi come un salame, allora continua a leggere.

È arrivato il momento di conoscere meglio il nostro nemico…

Tra i blocchi mentali, il più famoso è sicuramente il blocco dello scrittore: magari devi scrivere la tua tesi universitaria, una presentazione per il tuo lavoro o un articolo per il tuo blog, ma ti ritrovi davanti ad un file vuoto con quel maledetto cursore che continua a lampeggiarti contro minaccioso.

Ti assicuro che dopo aver scritto più di 450 articoli e 3 manuali, questo è un blocco con cui ho dovuto fare i conti più di una volta negli ultimi anni.

Esistono però molti altri tipi di blocchi psicologici e scommetto che hai avuto a che fare con almeno uno di questi:

  • Il blocco del perfezionista. Aspetti sempre che le condizioni siano perfette prima di iniziare un progetto e, se per puro caso, riesci finalmente a partire, cerchi comunque di fare sempre tutto alla perfezione. Risultato? Non porti mai a casa un obiettivo che sia mezzo.
  • Il blocco dello studente (o blocco accademico). Ci sono materie o esami universitari per cui ti senti completamente negato (es. matematica) e ogni volta che le devi preparare vai nel pallone e perdi completamente la voglia di studiare.
  • Il blocco del timido. Ogni volta che devi affrontare una situazione sociale (o sentimentale) inizi a sudare freddo e tiri fuori le performance più goffe ed imbarazzanti che tu possa immaginare.
  • Il blocco dell’atleta. Nonostante i mesi passati ad allenarti duramente, durante le competizioni hai delle performance degne di Mr. Bean.
  • Il blocco del venditore. Hai un prodotto o un servizio eccezionali, ma quando ti ritrovi a vendere, per te è una tortura.

Eppure, come vedremo tra poche righe, le motivazioni alla base di questi blocchi sono sorprendentemente poche, ma, cosa ancor più importante, le strategie pratiche per liberarci finalmente di questi freni psicologici sono efficaci anche per blocchi di natura diversa.

Le principali cause di un blocco psicologico

Dunque, mettiamo subito in chiaro un punto: le sfumature psicologiche alla base di un blocco mentale possono in realtà essere molteplici. Ognuno di noi ha infatti una sua storia e un suo percorso.

Possiamo però individuare 3 principali motivazioni, tra le cause scatenanti del nostro blocco mentale:

  1. Dolore. Siamo bloccati, non riusciamo a completare una determinata attività perché in passato abbiamo fatto un’esperienza simile con cui ci siamo “scottati”. Insomma abbiamo paura di fallire nuovamente e preferiamo quindi non tentare nemmeno.
  2. Inesperienza. Un’altra causa dei blocchi mentali è la scarsa conoscenza delle sfide che dobbiamo intraprendere. Insomma, non sappiamo cosa dobbiamo fare, qual è il sentiero che dobbiamo intraprendere.
  3. Sfiducia. Non abbiamo abbastanza fiducia nelle nostre abilità e non ci sentiamo all’altezza della situazione. Così, ogni volta che la dobbiamo affrontare, ci blocchiamo.

Prova a pensarci: il blocco dello scrittore è spesso legato all’inesperienza e a volte alla sfiducia. Il blocco del timido è quasi sempre legato alla sfiducia o ad esperienze passate dolorose. E così via.

Insomma, qualsiasi sia il tuo blocco mentale, molto probabilmente ha alla sua base una di queste 3 motivazioni o una qualche loro combinazione.

Come superarli? lo scopriremo nel prossimo articolo

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Cambia la stagione cambia la tua alimentazione!

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È importante nel periodo estivo aumentare significativamente il consumo dei seguenti alimenti a causa delle maggiori richieste di vitamine e sali minerali.
Verdure crude di stagione variando molto e scegliendo colori diversi..

frutta fresca di stagione come

  • melone,
  • anguria,
  • pesche,
  • kiwi,
  • susine,
  • albicocche

che oltre a fornirci energia ci proteggono con le loro sostanze antiossidanti

Aumentare anche la dose di acqua da bere al giorno passando da 6-7 bicchieri sufficienti in inverno a almeno 10 bicchieri nel periodo estivo.

Se praticate attività fisica nelle ore calde (sempre sconsigliato) idratatevi preventivamente e sorseggiate durante l’attività, acqua fresca ma mai ghiacciata.
Limitatate al massimo gli alcolici e i caffè nel periodo estivo , perchè entrambi disidratano molto il nostro organismo.
Si a gelati artigianali e yogurt , (ma ricordate di muovervi..) preferite cibo crudo e preferite piatti unici , centrifugati e estratti di frutta e verdura sono vere spremute di salute..via libera al pesce fresco cucinato o a crudo purchè ne conosciate la provenienza….Buona estate a tutti!

P.s ricordatevi di fare attività all’aria aperta e approfittate per fare giochi divertenti …sorridere è gratuito ma cambia la vita a noi e anche a chi ci incontra.

Come trovare tempo per se stessi: 7 buone abitudini da coltivare

7 buone abitudini da coltivare per trovare tempo per se stessi!

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Spezza la routine e goditi il tuo bisogno di relax, creatività, piacere. I tuoi momenti di svago sono importanti quanto gli altri impegni.

Non trovi un po’ di tempo tutto per te? Le giornate se ne vanno tra lavoro, casa, figli, carichi di responsabilità? Il tempo non è qualcosa che puoi trovare o che ti viene dato. Semmai, devi imparare a… prendertelo. E a proteggerlo come un oggetto prezioso. Il tempo per te è il tempo per essere, non solo per fare, produrre, curare. È il tempo delle  passioni, del piacere o del relax. È il tempo per ricaricare energia ed entusiasmo, allentare lo stress, dare un ritmo alle giornate, sviluppare la consapevolezza dei tuoi bisogni. Serve volontà e organizzazione.

Ecco 7 buone abitudini da coltivare:

1. Inserisci te stessa tra le tue priorità

Prendi degli spazi per te senza esitare, senza sentirti in colpa perché sei uscita prima dal lavoro o non stai con i figli. La sensazione di essere intrappolata dagli impegni genera malessere, insoddisfazione, ansia. Di certo non ti rende più efficiente in ufficio o più disponibile a casa. Quindi non cercare alibi. Piuttosto, spezza la routine, cambia abitudini.

2. Annota il tuo tempo sull’agenda

I momenti che hai deciso di dedicarti non sono meno importanti di tanti altri impegni. Segna anche te sull’agenda, magari con l’evidenziatore, così impari a visualizzare il tuo tempo e a inserirlo a pieno titolo nella tua giornata. Sarà più facile non farselo scappare.

3. Scopri dove perdi il tuo tempo

Ammettilo, non ce l’hai anche perché di tempo ne perdi. Analizza le tue giornate con molta onestà e  scoprirai ampi margini di ottimizzazione. Controllare in continuazione le email, fare chiacchiere inutili, dare retta ai perditempo di professione, toglie spazio a lettura, palestra, massaggi, cinema o ti impedisce di rientrare a casa quella mezz’ora prima per stare un po’ in pace con i tuoi pensieri.

4. Fai affiorare i tuoi desideri

Sai veramente quello che vorresti fare nel tempo ritrovato? Talvolta ti senti così sopraffatta dagli impegni e dalla fretta che te ne dimentichi. Il tempo che ti sei presa, usalo all’inizio per ascoltare i tuoi bisogni e per stilare una lista dei momenti gratificanti che mancano nella tua giornata.

5. Comincia gradualmente

Come in una dieta, non pensare di poter ottenere risultati soddisfacenti in pochi giorni. Anche per prenderti il tuo tempo, concediti un po’ di tempo. Cerca di essere concreta e poniti obiettivi realistici. Comincia con 15 minuti al giorno, per poi aumentare.

6. Crea il tuo rituale giornaliero

Fare una passeggiata durante la pausa pranzo, fermarsi sulla via di casa per un aperitivo, sdraiarsi in poltrona a fantasticare o con una sana dose di musica rock. Un piacevole rituale quotidiano è un appuntamento con te stessa al quale, presa l’abitudine, penserai con piacere e non saprai rinunciare. Anche la gradevole attesa di questo meritato momento è tempo per te.

7. Valuta i miglioramenti

Adesso che hai imparato a prenderti il tuo tempo, fatti un’auto-analisi. Come va l’umore? Hai più energie? Hai avuto impulsi creativi? Nuove idee? Guardati allo specchio: sei meno tesa, più bella? Come vanno le occhiaie? Sei stata più gentile con i colleghi? Più affettuosa con i figli? Annota i cambiamenti. Sarà tempo ben speso.

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Ossessionati  dal cibo? Ti serve una strategia.

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Serve una strategia complessiva che prenda in considerazione le molteplici cose che intervengono nel determinare la nostra salute e il nostro benessere. Mettere il cibo al centro del progetto ingigantendone l’importanza ci espone al rischio di vedere moltiplicate le malattie come i disturbi dell’alimentazione.

In questo momento si parla solo di cibo in modo contraddittorio, lo,scontro tra vegetariani e onnivori si sta radicalizzando e tutto questo non aiuta a fare ne chiarezza ne tantomeno rappresenta una buona strategia per ottenere l’auspicato risultato del cambiamento di stile di vita.

La scienza sta fornendo i risultati di studi prospettici che confermano alcune teorie ma bisogna fare attenzione a non generalizzare e rendere assoluto ciò che non lo è .

Le componenti in gioco sono quattro e non una sola, (due materiali, cibo e movimento  e due immateriali psicologia e spiritualità).

L’utilizzo  che facciamo del corpo e la dose di movimento sono decisivi essendo l’esercizio fisico il farmaco più potente esistente sulla terra, in grado da solo di risolvere la gran parte dei nostri problemi, poi la nostra psicologia, perché è la mente che ci indirizza e ci fa compiere le scelte compreso quelle alimentari e ci detta i comportamenti , è sempre la mente a dirci come reagire di fronte agli accadimenti… senza equilibrio mentale non ci può essere benessere, qualunque informazione in una mente fuori equilibrio diventa deviata, ecco che parlare troppo di cibo rischia di essere un boomerang…dobbiamo prima aiutare le persone a conoscere come siamo fatti e cosa determina il nostro benessere generale.

La quarta parte è quella spirituale, perchè l’uomo non è solo ossa muscoli  cervello e cibo ma è anche interiorità, la nostra anima che determina moltissimo le sensazioni che proveremo , ed è dimostrato scientificamente che possono influire moltissimo sulla nostra qualità di vita.

Serve quindi un approccio equilibrato e non coercitivo al benessere ,meno scientifico ma più umano, il percorso vincente è quello partecipativo, non prescrittivo…dobbiamo far scattare la molla del desiderio di cambiamento usando un linguaggio pre-suasivo e facilmente decifrabile dalle persone, il nostro cervello lavora per associazioni e noi dobbiamo aiutarlo ad associare il cambiamento al piacere.

Tutte queste risorse ogni essere umano le ha dentro di se, dobbiamo rieducare le persone ad ascoltare di più e meglio i segnali che l’organismo ci invia regolarmente, ricordandoci che non può esistere una soluzione buona per tutti, perché ogni essere umano è diverso e conseguentemente saranno diverse le reazioni allo stesso cibo che può essere buono per me e nocivo per altri e nello stesso modo l’esercizio fisico…ci sono persone che amano fare ginnastiche posturali, altre che si divertono a ballare, altri ancora a corrrere o pedalare…non si può imporre uno stile di vita…si può solo informare la persona su quali sono gli effetti che il cibo e le attività possono determinare sulla nostra vita…poi loro sceglieranno quelle a loro più gradite!

 

Fai sport per migliorare il tuo corpo? Difendi la tua salute mentale 

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Non puoi smettere di lavorare ma puoi imparare a difenderti dai pericoli che l’eccesso di stress e connettività esercitano su di te.

Se pensi che i tuoi ritmi attuali siano eccessivi continua a leggere, capirai come migliorare la tua salute fisica e mentale.

Lo stress e le preoccupazioni ci affliggono e la scienza ha dimostrato che sono due terribili precursori dell’infarto e degli ictus, esistono però alcuni indicatori che ci possono mettere in allarme…

Misura il tuo girovita, se supera 90 cm nell’uomo e 70 nella donna pensa a cambiare stile di vita perchè ti stai esponendo ad un rischio importante.

È dimostrato scientificamente che il grasso addominale è direttamente collegato a moltissime malattie come la sindrome metabolica ,ma bastano pochi accorgimenti per ridurre nettamente il rischio….

Il primo è il più importante, fai almeno 30 minuti di attività fisica al giorno, scegli quella che ti piace di più ricordando che le attività aerobiche sono più efficaci per combattere il sovrappeso:

  • bici
  • camminata veloce
  • jogging
  • canoa
  • nuoto
  • inserisci anche alcuni esercizi con piccoli pesi.

Il secondo limita al massimo i cibi industriali, scegli cibo sano e fresco, dividi la giornata in tre quattro pasti a scalare, cioè mangia molto al mattino e poco a cena.

Non eccedere nel consumo di proteine animali come

  • carni affettati
  • formaggi

che oltre a  non aiutare il dimagrimento ad un certo dosaggio possono essere dannosi alla nostra salute.

Inizia i pasti con verdure cotte o crude e mangia lentamente.

Terzo e ultimo suggerimento, ritagliati degli spazi di meditazione e silenzio, ascolta buona musica, trascorri tempo all’aria aperta, gioca divertendoti  e sorridi come quando eri piccolo/a ,riposa almeno 7 ore a notte dormendo senza fonti di disturbo vicine.

Infine ricorda che leggere  e scrivere a mano sono due attività che aiutano la nostra mente e la nostra creatività!